Castello di Canossa
Strada Provinciale 73, Canossa, Provincia di Reggio Emilia, 42026, Emilia-Romagna, Italia

Castello Rudere Parco/sito archeologico Colline
EpicoFantasyStoricoASPETTO E CONDIZIONE - Autentico (non ristrutturato)ASPETTO E CONDIZIONE - DiroccatoEPOCA - Secolo XI-XIVSTILE - Medievale
Descrizione

Canossa è un mito nella storia universale. “Andare a Canossa”, in oltre trenta lingue, è sinonimo di umiliazione e perdono. Il primo castello fu costruito nel X secolo Adalberto atto, figlio di Sigifredo da Lucca. Nel 950 qui trovò rifugio, sfuggendo a Berengario re dei Longobardi, la giovane vedova di re Lotario, dopo la sua fuga dal castello di Garda. Azzo Adalberto impiegò gran parte delle sue ricchezze per rendere più munito e resistente il castello. Canossa divenne il centro fortificato del potere feudale degli Attonidi, la potente famiglia di origine longobarda che, con la Contessa Matilde (nata a Mantova nel 1046 da Bonifacio di Toscana e Beatrice di Lorena), svolse un ruolo centrale nella storia europea al tempo della lotta tra Impero e Papato. Risale a Matilde il periodo di maggiore splendore di Canossa. Enrico IV, dopo l’umiliazione del 1077, volle vendicarsi portando contro Matilde un potente esercito. Lo scontro, favorevole alla Contessa, ebbe luogo nel 1092 nei colli a nord di Canossa in una località dove fu poi edificata, in ricordo dello scontro, una chiesetta, tuttora esistente, chiamata, appunto, Madonna della Battaglia. Nel 1115, con la morte di Matilde, iniziò per il castello un periodo di inesorabile declino. Nel 1255 Canossa viene distrutta per la prima volta ad opera delle milizie del podestà de’ Sessi di Reggio Emilia, nel 1412 per la seconda volta dall’esercito estense. Nel 1557 si ricorda la terza distruzione di Canossa da parte del duca di Parma Ottavio Farnese. Dal 1558 la proprietà passò tra varie famiglie nobili. Nel 1821 infine Canossa venne distrutta ad opera della popolazione locale. Nel 1878 lo Stato Italiano acquistò i ruderi del castello di Canossa dichiarandolo monumento nazionale. Nel 1893 sulla cima della rupe venne inaugurato un museo di memorie ed oggetti raccolti duranti gli scavi e nelle aree circostanti intitolato al suo curatore Naborre Campanini. Nel 2002 l’allestimento del Museo è stato rinnovato a cura della Soprintendenza per Beni architettonici e ambientali di Bologna in collaborazione con la Società Reggiana di Archeologia.

Specifiche tecniche

  • Acqua

    No
  • Energia Elettrica

    No
  • Accesso

    strada asfaltata, sentiero
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Video Location

contatti
Emilia-Romagna Film Commission

Telefono
+39 051 5278753
Indirizzo
Viale Aldo Moro 38 - 40127 Bologna
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Note

L'autorizzazione per le riprese va chiesta al Polo Museale dell'Emilia Romagna, email:pm-ero@beniculturali.it