Piccolo miracolo, presentato in concorso al 72° Taormina Film Festival, è ispirato all’opera letteraria “La grazia del demolitore” di Fabio Bartolomei (Edizioni E/O) e nasce da un'idea di Edordo Leo con Nicoletta Micheli, che ne scrive anche la sceneggiatura. Il film diretto da Guido Chiesa gioca su due dicotomie che si intrecciano sia sul piano narrativo che su quello delle immagini: vedere/non vedere e centro/periferia. Come spiega lo stesso Chiesa, da un lato ci sono "la cecità fisica di Ursula, quello che non può vedere e quello che riesce comunque a percepire" e "la cecità emotiva di Davide, la superficialità del suo sguardo, il suo non sapersi ascoltare"; dall'altro c'è una Capitale divisa tra un centro, custode del potere politico ed economico e della bellazza artistica, e una periferia, con la sua dimensione urbanistica marginale che non tiene conto della dignità umana. Tra questi due poli si muove un racconto che riesce a sfruttare il tema dell'edilizia e del territorio come motore per la riscoperta di una sensibilità quntomai necessaria anche nel contesto urbano.
Piccolo miracolo quindi sfrutta il contesto urbano di Roma per estiutire questi aspetti fondamentali della narrazione. Il quartiere popolare in cui vive Ursula rappresenta in un certo senso la sintesi dei tanti quartieri di periferia che circondano la Capitale, con il loro degrado ma anche con le sorprendenti risorse umane che sanno offrire. Ad esso si contrappone l'idea di un centro della città, rappresentato dai Parioli, poco visibile dal punto di vista scenografico, ma presente sul piano ideologico, culturale e sociale.
Il film è stato girato tra i quartieri Tiburtino III, Colli Aniene e Anagnina, Torre Maura, per la parte relativa alla palazzina di Ursula, mentre per gli ambienti di provenienza del personaggio di Davide si sono sfruttate location dei Parioli e Villa Lancia a Guidonia.
Piccolo miracolo, presentato in concorso al 72° Taormina Film Festival, è ispirato all’opera letteraria “La grazia del demolitore” di Fabio Bartolomei (Edizioni E/O) e nasce da un'idea di Edordo Leo con Nicoletta Micheli, che ne scrive anche la sceneggiatura. Il film diretto da Guido Chiesa gioca su due dicotomie che si intrecciano sia sul piano narrativo che su quello delle immagini: vedere/non vedere e centro/periferia. Come spiega lo stesso Chiesa, da un lato ci sono "la cecità fisica di Ursula, quello che non può vedere e quello che riesce comunque a percepire" e "la cecità emotiva di Davide, la superficialità del suo sguardo, il suo non sapersi ascoltare"; dall'altro c'è una Capitale divisa tra un centro, custode del potere politico ed economico e della bellazza artistica, e una periferia, con la sua dimensione urbanistica marginale che non tiene conto della dignità umana. Tra questi due poli si muove un racconto che riesce a sfruttare il tema dell'edilizia e del territorio come motore per la riscoperta di una sensibilità quntomai necessaria anche nel contesto urbano.
Piccolo miracolo quindi sfrutta il contesto urbano di Roma per estiutire questi aspetti fondamentali della narrazione. Il quartiere popolare in cui vive Ursula rappresenta in un certo senso la sintesi dei tanti quartieri di periferia che circondano la Capitale, con il loro degrado ma anche con le sorprendenti risorse umane che sanno offrire. Ad esso si contrappone l'idea di un centro della città, rappresentato dai Parioli, poco visibile dal punto di vista scenografico, ma presente sul piano ideologico, culturale e sociale.
Il film è stato girato tra i quartieri Tiburtino III, Colli Aniene e Anagnina, Torre Maura, per la parte relativa alla palazzina di Ursula, mentre per gli ambienti di provenienza del personaggio di Davide si sono sfruttate location dei Parioli e Villa Lancia a Guidonia.
No Name Entertainment, Alea Film, Rai Cinema, Sky
72° Taormina Film Festival - Greta Scarano, Miglior attrice
Davide Lancia (Marco D'Amore), ricco quarantenne dai gusti raffinati e un debole per tutto ciò che è bello, dalle donne all’arte, deve la sua fortuna al fatto di essere figlio di uno dei più potenti e spregiudicati costruttori romani. Il padre (Giorgio Colangeli), per spronarlo, gli offre l’occasione per dimostrare finalmente di poter essere il degno erede del suo impero: dovrà demolire una palazzina malandata e realizzare al suo posto un edificio di lusso. Un affare al quale Davide non può rinunciare. Nella palazzina però vive ancora una inquilina che non intende lasciare il suo appartamento: Ursula (Greta Scarano), una donna cieca, bella, determinata e battagliera. L’incontro con Ursula scompaginerà i piani di Davide e gli permetterà di aprirsi a un nuovo modo di vivere e vedere le cose.
Desideri essere cancellato? Scrivi a: info@italyformovies.it
Desideri essere cancellato? Scrivi a: info@italyformovies.it