Nessun dolore è il film di Gianni Amelio, già Leone d'oro nel 1998 per Così ridevano, presentato nella selezione ufficiale della 83ª Mostra Internazinale d'Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Venice Open - Fuori Concorso. Scritto da Amelio con Davide Serino e Andrea Quetti, il film è stato girato tra Roma, Ostia e Orvieto (Piazza Ranieri; Piazza D’Armi), località particolarmente importante per la storia in quanto città d'origine del protagonista, interpretato da Alessandro Borghi.
La fotografia di Nessun dolore è di Luan Amelio Ujkaj, le scenografie sono di Andrea Castorina, i costumi di Valentina Monticelli, il montaggio di Stefano Mariotti e le musiche di Fabio Massimo Capogrosso.
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Davide è un trentenne con la passione dei libri: non ne legge tanti ma li vende, in una piazza di Roma. La sua cliente più fedele, Elsa, è anche sua complice, gli fornisce i volumi di seconda mano e lo colma di affetto e tenerezza. Qualcosa però s’incrina in un giorno come tanti: a Davide viene “consegnato” d’improvviso, per strada, come un pacco, un bambino che viene dal Nordafrica, e che non lo molla più, lo segue in silenzio come un cagnolino fedele. Un incidente, la corsa in ospedale con il piccolo sconosciuto tra la vita e la morte. E Davide che entra in un inferno personale fatto di reticenze, rimorsi, smarrimento. Nel rifugio proibito del pronto soccorso, una notte Davide incontra Aminah, appena arrivata dall’Algeria su un barcone d’immigrati. È un’adolescente fradicia di pioggia, tremante, impaurita, e in evidente attesa di un figlio. Davide non può che darle rifugio in casa sua. Ma è solo l’inizio. Ogni sera, tornando dal lavoro, Davide trova nel suo appartamento da uomo solitario sempre più gente sconosciuta. Inutilmente si ribella, ma alla fine è costretto a cedere, per generosità o per debolezza. La sua casa non è più solo sua ma anche di quelli che non hanno un tetto che li protegga, i tanti che dormono sotto un ponte o in un angolo di strada. Mentre la denuncia dei condomini lo spedisce in galera per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, Davide vive fino in fondo un’odissea che non è solo personale, ma stravolge, in un modo o in un altro, i sentimenti degli altri.
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