Diretto da Marco Bechis e selezionato in Concorso alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Ritorno a Buenos Aires non racconta il ritorno di un eroe in cerca di rivalsa, ma il percorso di un uomo che porta dentro di sé la propria zona d’ombra: piegato dalla tortura, parlò denunciando i suoi compagni.
Il film, scritto dallo stesso Bechis con Vijaya Bechis Boll, è stato girato tra il Brasile (Porto Alegre) e il Piemonte, in particolare a Torino, dove sono state utilizzate come location il Carcere delle Vallette - Casa Circondariale Lo Russo Cutugno, in cui sono ambientate le scene del processo contro i militari argentini, e il quartiere San Salvario per alcune scene in esterna. La fotografia di Ritorno a Buenos Aires è di Fabrizio La Palombara, il montaggio di Jacopo Quadri, le scenografie sono di Mario Scarzella e i costumi di Sara Giovene.
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Il film, scritto dallo stesso Bechis con Vijaya Bechis Boll, è stato girato tra il Brasile (Porto Alegre) e il Piemonte, in particolare a Torino, dove sono state utilizzate come location il Carcere delle Vallette - Casa Circondariale Lo Russo Cutugno, in cui sono ambientate le scene del processo contro i militari argentini, e il quartiere San Salvario per alcune scene in esterna. La fotografia di Ritorno a Buenos Aires è di Fabrizio La Palombara, il montaggio di Jacopo Quadri, le scenografie sono di Mario Scarzella e i costumi di Sara Giovene.
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Fandango, 39Films, Karta Film, 34 Filmes, Rai Cinema
Mariano Guerra, un medico italiano, viene richiamato in Argentina per testimoniare nel processo contro gli ex militari che lo avevano sequestrato e torturato trentatré anni prima durante la dittatura militare, la stessa che nel 1978 organizzò i Mondiali di calcio mentre il Paese era attraversato dalla repressione clandestina. Quel ritorno lo costringe a confrontarsi con il peso di essere sopravvissuto.