I figli della scimmia, opera prima di Tommaso Landucci, in concorso nella sezione Orizzonti alla 83ª Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, è scritto dallo stesso Landucci con Damiano Femert.
"Il titolo di questo film trae ispirazione da un’omonima fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l'altro. A differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due 'figli': quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto", dice Tommaso Landucci.
Riccardo Scamarcio è protagonsta de I figli della scimmia, girato in varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui Carmagnola, Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, con l'utilizzo di diversi i professionisti piemontesi impegnati all’interno della troupe. Le riprese torinesi hanno coinvolto nello specifico varie zone tra Corso Inghilterra, Via Onorato Vigliani e il Parco del Valentino; fuori città è stato coinvolto l’ospedale di Carmagnola, alcune abitazioni private a Giaveno e Rivalba, un capannone industriale a Moncalieri, la piscina comunale di Pianezza, uno studio medico di Rubiana e un campo di trial al colle del Lys. La fotografia è di Guido Michelotti, il montaggio di Andrea Maguolo, il location manager e Direttore di Produzione è Daniele Manca.
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Riccardo Scamarcio è protagonsta de I figli della scimmia, girato in varie location del centro di Torino e diversi comuni nella provincia, tra cui Carmagnola, Giaveno, Moncalieri, Pianezza, Rivalba e Rubiana, con l'utilizzo di diversi i professionisti piemontesi impegnati all’interno della troupe. Le riprese torinesi hanno coinvolto nello specifico varie zone tra Corso Inghilterra, Via Onorato Vigliani e il Parco del Valentino; fuori città è stato coinvolto l’ospedale di Carmagnola, alcune abitazioni private a Giaveno e Rivalba, un capannone industriale a Moncalieri, la piscina comunale di Pianezza, uno studio medico di Rubiana e un campo di trial al colle del Lys. La fotografia è di Guido Michelotti, il montaggio di Andrea Maguolo, il location manager e Direttore di Produzione è Daniele Manca.
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Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, ed ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l’equilibrio interiore di Dario e travolgere l'intera famiglia.