Parco del Valentino

Parco del Valentino, Corso Massimo d'Azeglio, Torino, TO, Italia

Descrizione

Situato in corso Massimo d'Azeglio, lungo la sponda fluviale e di fronte alla collina, nella sua estensione di oltre 400.000 mq il Valentino fu uno dei primi parchi pubblici urbani a essere progettato in Italia alla metà dell'800. Venne infatti realizzato su terreni ceduti (1850) dal Demaino della Corona e quello dello Stato, quindi alla municipalità contemporaneamente all'avvio della costruzione del nuovo quartiere urbano di San Salvario. Il concorso bandito dalla città di Torino nel 1854 vide prevalere la proposta del Kettmann di un ampio giardino romantico esteso fino all'attuale corso Raffaello. Seguirono (1860-64) i progetti dell'architetto paesaggista parigino Pier Barillet-Deschamps e del suo collaboratore George Aumont, nonché le modifiche apportate nel corso degli anni dagli architetti municipali che ne curarono l'esecuzione.


La vicenda del parco, connotato anche da numerosi ed eterogenei fabbricati, si lega ancora alla destinazione di tale area alle grandi Esposizioni Nazionali, tra '800 e '900. Un primo settore, cui si accede dall'Arco monumentale dell'artigliere situato all'inizio di corso Vittorio Emanuele II (P.Canonica 1930), si configura come una grande estensione prativa degradante verso il Po, con al centro la cosiddetta "fontana luminosa".


Si ritrova quindi l'area delle antiche pertinenze annesse alla residenza sabauda del Castello del Valentino, ivi compresa quella destinata nel primo '700 al "pubblico gioco della pallamaglio" e di cui resta la traccia nel sedime dell'attuale viale Ceppi.


Tra gli edifici si ricordano qui il padiglione di gusto razionalista"Danze Pagoda" (G. Levi Montalcini, 1937), la palazzina espositiva della "Società Promotrice di Belle Arti" (1916, ristrutturazione di G. Chevalley del 1926) e la palazzina "Le Glicini", sede dal 1844 del Club della Scherma. Procedendo ancora verso sud si ritrovano, nel pressi del "Palazzo della Moda e Torino Esposizioni" (1938-50; E. Sottsass, modifiche di R. Biscaretti di Ruffia e di P.L. Nervi) e della "Fontana dei mesi" (C.Ceppi, 1898), le zone del roseto e del giardino roccioso. L'estremo settore meridionale è infine dominato dalla presenza del complesso del castello e borgo medievale, persistenza manifesta del'architettura espositiva del 1884, segnata dalla personalità di A. d'Andrade.


Estratto di C. Roggero Bardelli tratto da I Giardini A Torino

Specifiche tecniche

  • Acqua

    No
  • Energia Elettrica

    No
  • Accesso

    Raggiungibile in auto, Raggiungibile con mezzi fuoristrada, Raggiungibile a piedi, Accesso con imbarcazione, , Parcheggio vie limitrofe
Serie TV e Film girati in questa location
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Note

Sulla riva sinistra del fiume Po, vanta un'area di 500.000 mq. aperto al pubblico nel 1856 e ridisegnato nel 1864 dal francese barillet e realizzato dal giardiniere quinion con viali, aiuole, fontane, boschetti e colline artificiali.   


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