Rocca Albornoziana

Rocca Albornoziana, Spoleto, PG, Italia

Descrizione

La rocca Albornoziana si erge in posizione dominante su Narni e sulle gole del Nera.

L'imponente edificio fa parte di quel sistema di fortezze che il papato, dopo Avignone, pose a presidio dello Stato della Chiesa appena riconquistato. La sua posizione, a coronamento della città, ed i caratteri costruttivi, mostrano la volontà di controllo sul territorio attraversato dalle vie di comunicazione con Perugia, Terni ed Amelia. Si consiglia una visita per godere dello splendido panorama sul territorio circostante oltre che per visitare i suoi spazi museali e il centro multimediale. La roccaforte ha una pianta quadrangolare con gli spigoli fortificati da quattro torri giustapposte ed è circondata da un fossato e una seconda cinta muraria. Le mura e le torri, coronate da beccatelli, racchiudono un cortile al quale si accede attraverso due eleganti portali: la corte, anch'essa quadrata, è contornata da due corpi di fabbrica e piacevoli scale consentono l'accesso al primo piano, dove era la residenza signorile. La maggiore delle quattro torri è identificata nel maschio, con il lato di ben 20 bracci ed un'altezza di quattro piani, più il seminterrato. La realizzazione della rocca ebbe inizio nel 1367 sui resti di un originario insediamento militare costruito da Federico Barbarossa, e dopo solo cinque anni, nel 1371, Pietro o Giovanni di Nevico, il primo castellano, ne prese possesso. I lavori vennero ultimati nel 1378. Al progetto lavorarono diversi architetti tra i quali si presume Ugolino I di Montemarte e Matteo Gattapone, che lavorò a diverse costruzioni volute dal cardinale Albornoz. Il fortilizio, tra il 1370 ed il 1449 è stato dimora di papi, cardinali e condottieri, seguendone le sorti. In questa data un'epidemia di peste fece rifugiare nella struttura militare Niccolò V che diede inizio ad una serie di lavori per ampliare le strutture difensive; lavori che furono proseguiti da Sisto IV e Innocenzo VIII, fino alla fine del Quattrocento. La struttura ha resistito a numerosi assalti ed è stata governata da altrettanti castellani, fino al 1798 quando, con la proclamazione della repubblica romana e la fuga di Pio VI, un esercito di francesi spogliò la rocca delle armi per poterne ricavare dei cannoni. Per tutto il XIX secolo fu sede carceraria e nel 1906 fu acquistata per una somma irrisoria dal principe russo Mestschezsy; nel 1972 divenne di proprietà di una famiglia romana mentre oggi è di proprietà del Comune di Narni e della Provincia di Terni. Il cardinale Egidio De Albornoz (Cuenca, 1299 - Viterbo 1367) legato e vicario papale, si adoperò in tutto lo Stato Pontificio per rafforzare il potere papale. Ovunque costruì castelli e rocche, spesso progettandole lui stesso, qual simbolo del potere della Chiesa. Si può salire al complesso fortificato, a piedi, dalla caratteristica via del Monte, oppure in automobile seguendo la direzione per la Flaminia, verso Roma, quindi voltando a sinistra.

La fortezza rappresenta ancora oggi una finestra reale affacciata sul Medioevo narnese. Attraverso delle visite guidate è possibile entrare all’interno di uno degli ambienti più suggestivi del territorio. Nel piano nobile l'allestimento tematico accompagna i visitatori nell’affascinante mondo medievale; qui è infatti possibile ammirare delle ricostruzioni che rappresentano dei focus sulla vita del XIV secolo.

Specifiche tecniche

  • Acqua

  • Energia Elettrica

  • Accesso

    Strada asfaltata, Raggiungibile con mezzi di grandi dimensioni, Raggiungibile in auto
Contatti

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