Sangue del mio sangue

Presentato in concorso alla 72ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Tra passato e presente, il film narra di un luogo cupo dove una monaca del Seicento viene murata viva e un conte dei giorni nostri vi vive in isolamento.

Genere

Film drammatico

Regia

Marco Bellocchio

Cast

Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio, Filippo Timi, Lidiya Liberman, Fausto Russo Alesi, Alba Rohrwacher

Paese di produzione

Italia, Francia, Svizzera

Anno

2015

Anno di ambientazione

XVII sec, XXI sec

Produzione

Kavac Film, ibc Movie, Rai Cinema

Premi

Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia 2015: Premio FIPRESCI: Miglior film Venezia 72
Sangue del mio sangue

A Bobbio, nel Seicento, presso le prigioni del Convento di Santa Chiara, si sta svolgendo un processo della Santa Inquisizione: Suor Benedetta è accusata di aver fatto un patto con il diavolo ed aver sedotto e indotto al suicidio il sacerdote Fabrizio. Il gemello Federico cerca il riscatto e una degna sepoltura per il fratello suicida, ma li avrà solo a patto che Benedetta confessi il suo reato.
Passano i secoli e la location è la stessa: il convento, divenuto prigione e poi abbandonato, è abitato da un misterioso conte scomparso da anni, chiamato il vampiro perché esce solo di notte. La sua tranquillità, e i suoi loschi affari, sono messi in pericolo dal proprietario dell’immobile che vuole venderlo ad un acquirente russo.
Le antiche prigioni di Bobbio, cittadina della Val Trebbia in provincia di Piacenza molto cara al regista, sono state in funzione dal IX secolo al XV secolo. Un tempo parte dell’Abbazia di San Colombano, sono state poi chiuse e abbandonate per decenni. È stata la loro aria cupa ad ispirare a Bellocchio questo film.

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