Caro Diario

Film in tre episodi in cui Moretti interpreta se stesso. Nel primo episodio, In vespa, il protagonista gira in moto per Roma ad agosto alla ricerca di luoghi insoliti. Nel secondo episodio, Isole, il protagonista gira le isole Eolie con un amico che non ama la televisione. Il terzo episodio, Medici, è il racconto della lunga malattia contratta da Moretti.

Genere

Film commedia

Regia

Nanni Moretti

Cast

Nanni Moretti, Silvia Nono, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller, Giulio Base, Jennifer Beals, Antonio Petrocelli, Moni Ovadia, Riccardo Zinna, Marco Paolini, Giampiero Albertini, Elena Safonova  

Paese di produzione

Italia, Francia

Anno

1993

Produzione

Sacher Film, Banfilm, La Sept Cinéma

Premi

David di Donatello 1994: Miglior film a Nanni Moretti e Angelo Barbagallo - Miglior colonna sonora a Nicola Piovani / Nastro d'argento 1994: Regista del miglior film a Nanni Moretti / Festival di Cannes 1994: Miglior regia a Nanni Moretti / Globo d'oro 1994: Miglior film a Nanni Moretti e Angelo Barbagallo / Ciak d'oro 1994: Miglior film a Angelo Barbagallo e Nanni Moretti - Miglior regista a Nanni Moretti - Miglior sceneggiatura a Nanni Moretti - Miglior manifesto
Caro Diario

I luoghi


In Vespa
Nel primo episodio il regista, a cavallo della sua Vespa, visita i quartieri di una Roma semideserta in estate osservando i palazzi e monumenti che incontra lungo il tragitto mentre riflette sul cinema e sulla vita.
Si parte con il Gianicolo: Moretti guida la propria Vespa per una via molto stretta e deserta.
Restando a Roma Nord, nella tappa successiva visitiamo le eleganti vie dei Parioli. La prima riflessione riguarda i cinema che d’estate sono chiusi oppure trasmettono porno o horror splatter come “Henry”, che il regista vedrà più avanti al cinema Fiamma in Via Bissolati prima di sedersi in Piazza del Popolo per cercare di ricordare chi ha parlato bene del film.
La Vespa si dirige lungo Via delle Sette Chiese. Moretti dichiarerà che gli piace molto vedere le case, i quartieri, il suo preferito è la Garbatella, quartiere popolare della capitale nato, scopriremo più avanti, nel 1927.
E poi vediamo gli attici dove gli piacerebbe andare ad abitare, come quelli sul Lungotevere Flaminio, o Via Dandolo, dove i prezzi si aggirano intorno ai 10 milioni al metro quadro perché si tratta di una via storica.
Si attraversa il Ponte Flaminio che il regista dice di amare e di percorrere almeno due volte al giorno. Nel prosieguo del tour ci troviamo in Viale Mazzini e poi a Piazza Mazzini e scopriamo da Moretti che Flashdance è un film che gli ha cambiato la vita e che avrebbe voluto saper ballare bene, piuttosto che limitarsi a guardare.
Una pausa per vedere una performance di mambo e poi di nuovo in sella, direzione Spinaceto, quartiere recente che viene inserito nei discorsi per parlarne male e che tuttavia alla fine “non è niente male”.
A Roma Sud ci ritroviamo a Casalpalocco: tra le case si sente odore di videocassette, cani in giardino, pizze pronte. Il regista domanda ad un residente perché sia venuto ad abitare 30 anni prima in questo quartiere, quando Roma era ancora bellissima.
Il ritorno verso il centro avviene attraverso le mura ardeatine: arrivato a Viale di Porta Ardeatina Moretti incontra Jennifer Beals, protagonista di quel film che gli ha cambiato la vita: Flashdance. La donna lo inquadra come un tipo un po’ matto, o meglio, off, quasi scemo.
Inizia qui una carrellata di palazzi che mostrano le differenze architettoniche dei diversi quartieri della capitale: Garbatella 1927, Villaggio Olimpico 1960, Tufello 1960, Vigne Nuove 1987, Monteverde 1939.
Dopo aver scorso una collezione di vecchi titoli di giornale risalenti alla morte di Pasolini avvenuta il 2 novembre 1975, Moretti decide di andare a visitare il luogo dove lo scrittore è stato ammazzato, confessando di non esserci mai stato. L’ultimo tratto in Vespa è dunque a Ostia, lungo Via dell’Idroscalo per poi concludersi di fronte al monumento eretto in sua memoria, un'opera moderna in cemento grezzo dello scultore Mario Rosati che per vent'anni è rimasta abbandonata a se stessa.


Le Isole
Nel secondo episodio Moretti viaggia con l’amico Gerardo per le Isole Eolie in cerca di pace. La prima tappa è su una Lipari stracolma di auto e di turisti. Per sfuggire alla confusione si sposta a Salina, dove pare che tutte le coppie abbiamo figli unici dalle quali vengano completamente sopraffatte. Nel frattempo Gerardo, uno studioso proclamatosi allergico alla televisione, ne rimane affascinato, fino a passare all’eccesso opposto e diventarne dipendente. Nell’isola successiva, Stromboli, vengono accolti da un sindaco un po’ megalomane, che li carica su un’Ape per portarli da amici, ma non riesce a trovare un posto dove alloggiarli: la gente è infatti poco ospitale, si ipotizza per l’influenza del vulcano che sovrasta l’isola. E proprio sulla vetta del vulcano fumante finalmente sembrano aver trovato la loro dimensione, ma Gerardo ha la necessità impellente di conoscere in anteprima, da un gruppo di escursionisti americani, le trame di Beautiful non ancora trasmesse in Italia.
A Panarea, l’isola più mondana dell’arcipelago, i due amici decidono di scappare con lo stesso aliscafo con cui sono arrivati prima ancora di averci messo piede a causa di alcune animatrici che vogliono coinvolgerli in feste di qualunque genere.
L’ultimo tentativo è Alicudi, la più selvaggia tra le Eolie, che accoglie solo “chi odia il narcisismo”: qui la pace finalmente arriva, non ci sono strade, solo un sentiero in pietra tra muretti a secco in mezzo ad una vegetazione incontaminata in cui si distinguono i fichi d’india. Manca ogni forma di confort, non c’è elettricità, quindi non è possibile guardare la tv: troppo per l’ormai teledipendente Gerardo.


Medici
Il terzo episodio del film racconta l’Odissea del protagonista tra centri e studi dermatologici della capitale, tra pareri discordanti e prescrizioni di cure inutili prima di scoprire di essere affetto da un linfoma di Hodgkin.

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