Un boss in salotto

Cristina si è costruita una vita da sogno a Bolzano, assieme al marito Michele Coso e ai due figli Vittorio e Fortuna. La sua ambizione e il suo desiderio di considerazione sociale saranno messi a dura prova dall’arrivo del fratello, presunto camorrista napoletano.

Genre

Film commedia

Directed by

Luca Miniero

Cast

Paola Cortellesi, Rocco Papaleo, Luca Argentero, Angela Finocchiaro, Alessandro Besentini

Country of production

Italia

Year

2014

Production

Cattleya
Un boss in salotto

La maggior parte del film è stato girato in Alto Adige, in particolare a Bolzano, ma anche a Merano, Appiano, Bressanone e a San Candido.
Nella città del nord per eccellenza, Bolzano, di cui una delle scene iniziali ci regala una veduta aerea, dalla collina e i vigneti di Santa Maddalena all’areale ferroviario, passando per piazza Walther, vivono i Coso, famiglia del nord (quasi) perfetta. Sono benestanti e ambiscono a raggiungere il prestigio sociale.
Un quadretto familiare che viene incrinato molto presto, quando, qualche scena dopo, in questura, ci vengono svelate non solo le origini napoletane di Cristina, alias Carmela, ma anche la presenza del fratello Ciro, che i familiari credevano morto, e che ha scelto di scontare da lei gli arresti domiciliari per l’accusa di associazione camorristica. Gli interni della questura sono ricostruiti dentro le ex Magistrali Pascoli di via Longon.
Oltre alle varie scene di esterni in città, non mancano il tribunale locale, dove si gira la scena in si interrogano vari testimoni sul boss in questione, il duomo, dove la famiglia perfetta va in chiesa per intrattenere relazioni che la aiuteranno nella scalata sociale e Palazzo Mercantile, dove i Coso si illudono che questa scalata sia riuscita, le terme di Merano e un hotel nelle Dolomiti.

Food and wine


In un film che si costruisce, tra le altre cose, sullo stereotipo della differenza tra la gente del Sud, confusionaria, mangiona e dai modi spicci, che ci contrappone all’ordine, distanza e competitività dei nordici, non poteva mancare il riferimento al cibo. Su questo campo si gioca uno degli scontri più netti tra Cristina, che ha fatto fagotto delle sue umili origini campane (accento compreso), e il fratello Ciro, che, al contrario, non si pone il problema, e semplicemente non capisce le cene a “pinzimonio".
Tanti dunque i riferimenti alla gastronomia locale, a partire dal Brezen, pane a forma di anello con le estremità annodate, molto popolare in Alto Adige e tra le popolazioni di lingua tedesca, che Fortuna mangia con la testa fuori dal finestrino, nel tragitto in macchina da casa a scuola.
I Canederli, gnocchi di pane farciti con speck o formaggio e cotti nel brodo di carne, sono sempre presenti nei riferimenti culinari della famiglia Coso. Cristina li prepara durante una cena con i Manetti, proprietari dell’azienda che dà lavoro a Michele e a tutta la città, assieme ad altre specialità, tra cui un “mischione” di salumi e formaggi altoatesini dop. Pasta, pizza, parmigiana e soprattutto la pastiera sono vietati in casa Coso.

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