Qualunquemente

Cetto La Qualunque si candida alle elezioni di Marina di Sopra in Calabria: sfoggerà tutto il suo armamentario di disonestà, corruzione, propaganda becera per vincere le elezioni ed allontanare dal paese lo spettro della legalità.

Genere

Film commedia

Regia

Giulio Manfredonia

Cast

Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano

Paese di produzione

Italia

Anno

2011

Produzione

Fandango
Qualunquemente

Il film è stato ambientato in Calabria e girato in varie località nei dintorni di Roma e Rieti e nella stessa Calabria. Il comune dove si svolge l’insolita campagna elettorale è l’immaginario Marina di Sopra, lo si scopre nelle sequenze iniziali del film, quando un segnale stradale arrugginito e crivellato di colpi di arma da fuoco ne rivela un’improbabile gemellaggio con Weimar.
Cetto, dopo quattro anni di latitanza in Sudamerica vi arriva in macchina accompagnato da un suo scagnozzo, dopo essere atterrato all’aeroporto di Lamezia Terme (CZ), percorrendo alcuni tornanti. Su uno di questi Cetto fa una sosta per fare pipì e nel gettare la sigaretta provoca, incurante, un incendio: la strada si trova nei pressi di Fara in Sabina (RI) ed è la stessa in cui, qualche scena dopo, una vecchietta che si rifiuta di votare Cetto viene “abbandonata” durante una gita di propaganda elettorale. I vecchietti della gita sono stati prelevati da una casa di riposo i cui esterni sono quelli di un vecchio ospedale psichiatrico in piazza Santa Maria della Pietà a Roma.
Ad un certo punto della campagna elettorale Cetto si fa convincere ad ingaggiare un esperto che lo aiuterà a vincere le elezioni: Gerry Salerno alloggerà presso l’hotel “Castellozzo Miramare”, il cui nome è preso dalla location reale in cui è inserito, ovvero lo stabilimento balnerare “Castello Miramare” di Maccarese, nei pressi di Fiumicino (RM).
Sempre nei pressi di Roma, su uno spiazzo a Villa Adriana, frazione di Tivoli (RM) sono girate le scene dei comizi; poco distante si trova il locale di ritrovo di Cetto e compari.
Il castello Scandeluzza di Roma (che nella realtà è un hotel), presta gli esterni alla villa di Cetto e famiglia. Anche gli estermi del carcere in cui Cetto fa rinchiudere il figlio Melo per pagare una sua colpa sono quelli di un vero istituto di pena minorile di Roma.
La fotografia esaspera una terra desolata, cementificata fino all’inverosimile, dominata dagli ecomostri, come evidenzia la scena finale in cui Cetto dichiara la volontà di costruire il ponte di pilu, e lo fa dalla cima di una costruzione abusiva, che sarebbe stata abbattuta senza il suo intervento e che servirà ad ospitare tanti suoi elettori. Siamo in località Santa Trada a Villa San Giovanni (RC), proprio sotto il pilone del dismesso Elettrodotto dello Stretto che guarda al suo gemello siciliano a pochi chilometri di distanza al di là del mare.

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