Come il vento

La storia vera di Armida Miserere, una delle prime donne a dirigere un carcere. La sua vita è sconvolta quando il compagno Umberto Mormile viene assassinato. Si fa inviare nelle carceri più pericolose del paese fin quando non scopre la verità sulla morte di Umberto.

Genere

Film drammatico

Regia

Marco Simon Puccioni

Cast

Valeria Golino, Filippo Timi, Francesco Scianna, Chiara Caselli, Marcello Mazzarella, Salvio Simeoli, Francesco Acquaroli, Rosa Pianeta, Mattia Mor, Vanni Bramati, Vanni Fois, Enrico Silvestrin, Jerry Mastrodomenico, Giorgia Sinicorni, Diego Migeni

Paese di produzione

Italia, Francia

Anno

2013

Anno di ambientazione

1989-2003

Produzione

Inthelfilm, A-Movie Productions, Rai Cinema, Red Carpet, Les Films du Present

Premi

Bari International Film Festival 2014: Premio Anna Magnani - Miglior attrice protagonista a Valeria Golino - Premio Giuseppe Rotunno - Miglior direttore della fotografia a Gherardo Gossi
Come il vento

I luoghi


Armida fa un lavoro duro, in un ambiente maschile, e lo fa con inflessibilità e allo stesso tempo umanità. Alla fine degli anni ’80 è la direttrice del carcere di Lodi, ed ama Umberto, educatore nel carcere di Milano Opera. Le scene che riguardano Lodi e il periodo lodigiano sono state ricostruite in Toscana presso il Consorzio di Bonifica Grossetana e all’Alberese (GR). Alcune parti del film sono girate a Casacalenda (CB), in Molise, paese di origine di Armida.
La morte del compagno la porta ad accettare vari trasferimenti, in cerca di un po’ di pace, ma anche della verità sulla sua uccisione.
Arriviamo dunque nell’aspra Pianosa (LI), un fazzoletto di terra in mezzo al mare che per decenni è stato un luogo di reclusione ad uso esclusivo di detenuti e guardie carcerarie. Tra le vecchie dimore in stile coloniale un po’ decadenti che ospitavano i secondini e i loro parenti, visibili già dal porticciolo, Armida, unica donna sull’isola, passa le giornate tra il suo lavoro, le corse e qualche nuotata e sembra aver trovato una famiglia nella propria squadra.
Ma sarà una pace momentanea. Subito dopo, infatti, deciderà di accettare l’incarico di dirigere il temibile carcere dell’Ucciardone di Palermo (all’interno del carcere è stata girata la scena del discorso di insediamento). Il capoluogo siciliano si presenta in tutta la sua bellezza una notte in cui Armida decide di lasciarsi andare e si fa accompagnare in giro per la città.
Nell’ultima parte della sua vita Armida dirige il carcere di Sulmona (AQ). Gran parte delle riprese sono state girate ad Ancona, presso la Casa circondariale di Montacuto, tra cui la scena finale ambientata presso l’appartamento della direttrice. Una location molto suggestiva toccata in questa parte del film è la Diga della centrale idroelettrica presso la Riserva del Furlo (PU).
Saranno gli ultimi giorni di vita della donna, poiché la sera del venerdì Santo del 2003, durante la tradizionale Processione del Cristo morto a Sulmona, Armida decide di farla finita sparandosi alla tempia, nel suo appartamento vicino il carcere di via Lamaccio.
Alcune scene sono state girate nel Lazio, a Civitavecchia e Roma, e in Puglia, tra Taranto, Foggia, Lesina, Lucera e Volturara Appula.

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