Chiamami col tuo nome

Estate 1983. Elio diciassette anni, si innamora, ricambiato, di Oliver, affascinante studente arrivato dagli Stati Uniti e ospite dei suoi genitori nella villa di famiglia.

Genere

Film drammatico

Regia

Luca Guadagnino

Cast

Armie Hammer, Timothée Chalamet, Michael Stuhlbarg, Esther Garrel, Amira Casar, Victoire Du Bois

Paese di produzione

Italia, Francia, USA

Anno

2017

Anno di ambientazione

1983

Produzione

Frenesy, La Cinefacture, Water's End ProductionsRT Features

Premi

Premio Oscar 2018: Migliore sceneggiatura non originale a James Ivory / Nastro d'argento 2018: Migliore montaggio a Walter Fasano / Ciak d'oro 2018: Miglior film — Miglior manifesto — Miglior montaggio a Walter Fasano

I luoghi


“Soffochiamo così tanto di noi per guarire più in fretta, che a 30 anni siamo già prosciugati e ogni volta che ricominciamo una nuova storia con qualcuno diamo sempre di meno. Ma renderti insensibile così da non provare nulla… è uno sbaglio”


Se il libro di Andrè Aciman da cui è tratto il film è ambientato in Liguria, Guadagnino sceglie i colori evocativi della campagna del cremasco nei dintorni di Pandino (CR) e del lodigiano, vicino Crespiatica (LO), come assolato sfondo delle passeggiate in bicicletta dei due protagonisti. Un paesaggio incantato e senza tempo, perfetta cornice della delicata e tormentata storia d’amore tra Oliver e Elio.
La famiglia di Elio vive a Villa Albergoni, una dimora circondata da otto ettari di parco a Moscazzano in provincia di Cremona. Le atmosfere ci riportano ad una estate degli anni ’80, in cui librerie e tavoli traboccano di libri e le tavolate, ritrovo di parenti e amici, si allestiscono sotto una veranda, all’ombra di alberi da frutto.
Da qui partono le esplorazioni in bicicletta dei protagonisti, come quelle nella vicina Crema. Le telecamere si soffermano soprattutto su Piazza Duomo (vi si intravede l’arco del Torrazzo) dove Oliver e Elio si siedono a bere dopo la pedalata, ma in generale tutta la parte antica della città è stata coinvolta nelle riprese, con una incursione a Pandino, il cui castello visconteo appare sullo sfondo di alcune scene.
Escursioni che li portano ai Fontanili di Capralba (CR) alimentati da polle risorgive naturali, in particolare il fontanile Quarantina nella frazione di Farinate, dove Elio confessa di rifugiarsi a leggere e dove strappa ad Oliver il primo bacio. Altra ambientazione è quella del Laghetto dei Riflessi di Ricengo (CR).
Il ritrovamento di un reperto archeologico porta il Professor Perlman, assieme al figlio e allo studente, a Sirmione (BS), nel Basso Garda. La scena è girata tra il Parco Archeologico delle Grotte di Catullo e la spiaggia Giamaica, con riprese da terra e dal lago.
Gli ultimi giorni di Oliver in Italia lo portano a Bergamo, ad ultimare le sue ricerche. Finalmente lui e Elio possono confrontarsi con i propri sentimenti senza nascondersi. In una scena molto suggestiva i due ragazzi corrono su un verde pendio alla base delle Cascate del Serio a Valbondione (BG) urlando il proprio nome accompagnati da Mistery of love di Sufjan Stevens colonna sonora del film.
A Bergamo Alta, Elio e Oliver ascoltano musica con ragazzi appena conosciuti e ballano tra Piazza Rosate e Santa Maria Maggiore. Poco dopo, in Piazza Duomo, complice il buio, si baciano.

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