Borghi

Che sia la carezza languida della controra, o il frusciare antico dell’uomo albero, i picchi temperati da Dio, o un bicchiere di rosso levato alla salute del poeta, nei borghi del Sud si celebrano magnifici riti di scoperta. Paesi cavati dai monti, parlanti lingue millenarie che sono transito di popoli, talora abbandoni che li rendono fantasma (in questo caso sono da sfogliare come un’Antologia di Spoon River). Quel che apprenderemo, mettendoci in viaggio, è che il cinema, quando risveglia borghi assopiti, fa un baratto: porta luce in cambio di rarità. Il percorso, questa volta, attraversa una linea mobile tra Calabria, Basilicata e Puglia, dall’Aspromonte al Subappennino Dauno. O al contrario, se si preferisce.

Anime Celesti: Calabria

Non fermarsi a Eboli: Basilicata 

La linea di confine: Puglia

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Anime Celesti: Calabria

Prendiamo delle sculture di pietra modellate chissà da quale spirito multiforme delle montagne: la Rocca del Drago e le Caldaie del Latte. Ci aggiungiamo una croce galleggiante nello strapiombo d’acqua e una Madonna in processione. Stiamo guardando Corpo celeste, esordio alla regia di Alice Rohrwacher, costruito intorno alla piccola Marta innestata in una scia di giaculatorie catechizzanti, ma ci troviamo, al contempo, a Roghudi Vecchio, paese ellenofono d’Aspromonte, desertificato della sua popolazione da un’alluvione. Si prega ancora, ma la messa è arborea e il mistero è contenuto ne Le quattro volte di Michelangelo Frammartino. Calabria di nuovo taciturna e impenetrabile, ad Alessandria del Carretto, il più alto del Parco del Pollino (è qui che si svolge la Festa della Pita con al centro un abete bianco avventurosamente fatto scivolare dalle alture), Caulonia e Serra San Bruno. La capanna dei carbonari, la morte di un pastore, la nascita di un capretto, la caduta di un albero, un ciclo che si nutre dei silenzi di questi centri, il cui esistere da sempre non smuove affatto la macchina da presa. Come incistata nel cuore di una famiglia di ‘ndrangheta, che potrebbe esser vissuta negli esametri di una tragedia di Euripide, si distende la morte in Anime nere di Francesco Munzi. Il paese è Africo Vecchio, pendici d’Aspromonte, assenza parlante, presepe breve, gravido di parole e pietre impronunciabili.



Non Fermarsi a Eboli: Basilicata

La palma del film pienamente cineturistico degli ultimi anni va a Basilicata coast to coast, prima regia di Rocco Papaleo e atto d’amore, ma anche di fede, per una regione, la sua, che esiste «un po' come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi», per dirla con lui. L’itinerario nomade della sua carovana di musicisti contiene anche l’invito a percorrerla a piedi, per non perdersi neanche un grammo di bellezza. Alla loro andatura slow scorre, passata al filo di una scanzonata leggerezza, una Basilicata che è vallata, montagna, borgo, ghost town (Craco, la più celebre di tutte), corsi d’acqua, dighe, storia ancora tutta da schiudere. Maratea, Lauria, Moliterno, Tramutola, Grumento Nova, Aliano (terra d’esilio di Carlo Levi e sorgente di calanchi che potremmo essere in Turchia), Viggiano, Tursi, Policoro e Scanzano Jonico: cartografia completata.
Ma è subito in arrivo un’altra modalità, quella aerea. Pietrapertosa e Castelmezzano sono due paesi uniti dal Volo dell’Angelo, un cimento in sospensione su cavo d’acciaio a mille metri d’altezza, che avvicina al cielo, dispiega le Dolomiti lucane e svapora ogni timore. Il regista Massimo Gaudioso mette insieme questi due borghi e, dall’alveare della fantasia, nasce Pietramezzana, ovvero Un paese quasi perfetto. Per congedarci dalla Basilicata, ci spostiamo in un altro territorio, quello della memoria, così come suggerisce il titolo carducciano di Del perduto amore. Michele Placido gira tra Irsina e Ferrandina la storia di Liliana Rossi, giovane comunista, attivista dell’emancipazione femminile, morta a 24 anni appena nel paese d’origine del regista pugliese: Ascoli Satriano. Lui sceglie la Basilicata perché, come dichiara: "Irsina rappresenta lo stato di grazia che in qualche modo conservano le popolazioni lucane". La grazia, allora, sia con voi.



La linea di confine: Puglia

Lina Wertmüller, per ottenere le abbacinanti colate di bianco del paese addormentato al centro della sua opera prima, I basilischi, si diverte a comporre le proprie radici piantate nella nativa Palazzo San Gervaso, in Lucania, con le pugliesi Minervino Murge e Spinazzola. È passato oltre mezzo secolo da allora, ma quello straordinario salmodiare della controra d’estate è perfettamente ritrovabile nelle viuzze sincopate di questi borghi. Come sulla linea di confine tra Basilicata e Puglia rimane Gabriele Salvatores per Io non ho paura: il borgo di Acqua Traverse immaginato da Niccolò Ammaniti, autore del romanzo da cui il film è tratto, lo combina tra le lucane Melfi e Rapolla e la appula Candela, nella Valle dell’Ofanto, e qui sono campi di grano pettinati dal favonio, calati nell’oro. Abbiamo, così facendo, conquistato un territorio poco noto, ma dove andarsi a prendere assaggi d’Ottocento: siamo nel Subappennino Dauno e Mario Martone, in due dei borghi più belli della zona, Bovino e Deliceto, in particolare nei loro castelli, porta una parte di Noi credevamo. Cammina e cammina, sempre in zona ci si può imbattere in Apricena e San Marco in Lamis e qui, magari, riconoscere la ferrovia de La stazione, nascita registica di Sergio Rubini. Oppure levare un pensiero grato a Massimo Troisi, che nella federiciana Lucera ambienta, quasi interamente, l’immaginaria Acquasalubre di Le vie del Signore sono finite. In piazza Duomo val bene brindare a lui, poeta in cielo, e proseguire il viaggio. 

Italy for Movies è il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione cinematografica e audiovisiva. Un progetto lanciato nel 2017 dalle Direzioni Generali Cinema e Turismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (divenuto Ministero per i Beni e le Attività Culturali con D.L. n. 86 del 12/07/2018, convertito c.m. in L. 97/2018, che ha trasferito al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali tutte le funzioni e le competenze in materia di Turismo), realizzato da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con l'associazione Italian Film Commissions.
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