Sulle Tracce di un assassino (game)


Quelli che vi apprestate a leggere sono fatti realmente accaduti. Documenti autentici venuti alla luce dopo anni di ricerche e che testimoniano la fitta corrispondenza tra personaggi chiave del Rinascimento italiano.


Dalle lettere segrete del doge Marco Barbarigo

Dall'archivio nascosto di Rodrigo Borgia

Dai documenti privati di Cesare Borgia

Dalle pagine di un bugiardo

Scopri l'itinerario

I luoghi



Dalle lettere segrete del doge Marco Barbarigo

"Ho dato ordine di spedire questa missiva solo alla mia morte. Il mio assassino vi sta cercando, ma spero che queste informazioni vi raggiungano prima di lui. Un uomo con una cappa bianca ha causato disordini durante le esecuzioni pubbliche in Piazza della Signoria, liberando i condannati e istigando la folla. Le guardie lo hanno seguito tra le strade della mia Firenze, hanno bloccato Ponte Vecchio e chiuso ogni via di fuga lungo l'Arno. Davanti a Santa Maria Novella lo avevano quasi preso ma quell'individuo è riuscito a scappare, tra le botteghe e i mercati fino a raggiungere Santa Maria del Fiore. A niente sono serviti i dardi di balestra scagliati dai miei uomini, il fuggitivo si è arrampicato tra i marmi bicromi e le decorazioni della cattedrale, raggiungendo il ballatoio sulla sommità e lanciandosi, come un’aquila, sul fianco del Campanile di Giotto. Quando le guardie superarono i 392 gradini raggiungendo la cima del campanile, quell’uomo era scomparso. Qualcuno di loro sostiene di aver visto la sua cappa bianca scomparire tra le vedute dei tetti rossi, in direzione di Palazzo Vecchio. Secondo qualche informatore si nasconde oltre le mura di Monteriggioni, secondo altri opera dalla Torre del Diavolo di San Gimignano. Ho dato ordine di perquisire queste cittadine e in una villa ho trovato un messaggio di morte indirizzato a me e una maschera veneziana con il vostro nome sopra. Queste sono le uniche informazioni che sono riuscito a raccogliere, spero per entrambi che queste parole non debbano mai lasciare il mio scrittoio.”

Firmato 

Francesco de' Pazzi 




Dall'archivio nascosto di Rodrigo Borgia

“Sua eccellenza, De' Pazzi è stato assassinato e le sue ultime parole a proposito di un assassino con una cappa bianca, mi hanno lasciato molta preoccupazione. Mi trovavo a Forlì, ospite nella Fortezza di Castrocaro quando ho iniziato a sentire una sensazione scomoda, come se non fossi mai solo. Decisi di concludere il soggiorno e di tornare tra i canali della mia Venezia dove le calme acque del lido sono riuscite a rasserenare le mie ansie. Qualche giorno fa, tuttavia, passeggiando per le geometrie di Piazza San Marco, ho notato uno strano bagliore dalla cima del campanile, come se qualcuno mi stesse osservando con un cannocchiale. Ho chiesto subito alle guardie di controllare ma non hanno trovato niente. Forse era il sole che faceva brillare la statua dorata dell’Arcangelo Gabriele posta in cima alla cuspide. Sento però che c’è qualcosa di strano e persino le colonne di San Marco e San Todaro, protettori dei moli, non riescono più a farmi sentire al sicuro. Ho provato a cercare pace nelle architetture a mosaici dorati della Basilica di San Marco, ma sento che quella presenza inquietante è tornata di nuovo. Sono giorni che sono chiuso a Palazzo Ducale, protetto dal colonnato intarsiato controllato a vista dalle guardie. A volte mi affaccio sul molo per vedere la vita della laguna e i mercanti che portano le gondole nei pressi del Ponte della Paglia; altre scendo nel cortile interno a pensare, circondato dalle ombre dei miei predecessori. Stasera però c’è il carnevale e niente mi impedirà di vedere la città in maschera, dovessi mobilitare l’intera guarnigione. Allego a questa lettera una moneta romana insanguinata, rinvenuta stamani sulla mia scrivania. Forse ha cambiato obiettivo e si sta dirigendo verso Roma, fate attenzione.”

Firmato

Marco Barbarigo, 73º Doge della Repubblica di Venezia



Dai documenti privati di Cesare Borgia

Diario di Rodrigo Borgia, giorno 19

È già passato diverso tempo da quando Barbarigo e De' Pazzi sono stati uccisi, ma del loro assassino nemmeno l’ombra. In questi giorni ho fatto controllare sotto ogni pietra di Roma, setacciare le campagne e messo persino ronde notturne intorno ai colli. Le guardie hanno perlustrato ognuna delle vie che intessono la mappa della città, setacciato le sponde del Tevere, circondato il Pantheon. Hanno atteso come fedeli gladiatori che il loro sfidante si presentasse nell’arena del Colosseo. Ho nascosto alcuni soldati anche tra i vapori delle Terme di Diocleziano e quelle di Caracalla, ma non è servito a nulla. Per sicurezza ho inviato qualche truppa anche nei tunnel sotterranei del Vaticano, ma niente. In tutta Roma non c’è un nessuno che abbia sentito parlare di questo assassino con la cappa bianca. Mentre i soldati perlustrano la città, in mia difesa ho lasciato la guardia più imponente di tutte, la fortezza di Castel Sant’Angelo che con la sua cinta muraria circolare mi offre protezione da quasi tre settimane. Ormai mi sono persuaso che l’assassino abbia definitivamente abbandonato la sua ricerca e...” il resto è illeggibile e macchiato di sangue.



Dalle pagine di un bugiardo

Questo particolare itinerario ripercorre il cammino di Ezio Auditore, membro dell’ordine degli assassini e protagonista principale di Assassin’s Creed II e Assassin’s Creed Brotherhood. Gli sviluppatori di Ubisoft sono i bardi di un’avventura che si perde nel tempo, in cui personaggi di finzione si mescolano a quelli reali e in cui trame inventate proseguono ed espandono gli avvenimenti che hanno fatto la storia italiana. Le parole che avete letto in queste pagine sono solo un artifizio narrativo volto a farvi rivivere l’atmosfera del gioco, ma i luoghi citati sono invece realtà: un mosaico di storie e itinerari pronti per essere esplorati.

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