Dogman

Marcello è un "canaro", colui che si occupa della toelettatura dei cani, e vive in un quartiere degradato della periferia romana. La sua esistenza è tutta dedicata alla figlia Alida e agli amati cani, ma è anche compromessa dalla sua attività collaterale di spacciatore di droga. Quando il rapporto contraddittorio con Simone, ex pugile e bullo del quartiere, diventerà ingestibile, Marcello sarà costretto a uniformarsi al contesto di violenza in cui è vissuto.

Genere

Drammatico

Regia

Matteo Garrone

Cast

Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi, Laura Pizzirani, Aniello Arena

Paese di produzione

Italia, Francia

Anno

2018

Premi

David di Donatello 2019: Miglior film – Miglior regista a Matteo Garrone – Miglior sceneggiatura originale a Ugo Chiti, Massimo Gaudioso e Matteo Garrone – Miglior attore non protagonista a Edoardo Pesce – Miglior autore della fotografia a Nicolai Brüel – Miglior scenografo a Dimitri Capuani – Miglior truccatore a Dalia Colli e Lorenzo Tamburini – Miglior montatore a Marco Spoletini – Miglior suono a Davide Favargiotti, Maricetta Lombardo, Alessandro Molaioli, Mirko Perri / European Film Award 2018: Miglior attore a Marcello Forte – Migliori costumi a Massimo Cantini Parrini – Miglior trucco a Dalia Colli, Lorenzo Tamburini e Daniela Tartari / Festival di Cannes 2018: Prix d'Interprétation Masculine (Miglior Attore) a Marcello Fonte / Nastro d'argento 2018: Miglior film — Miglior regista a Matteo Garrone — Migliore produttore a Matteo Garrone e Paolo Del Brocco — Migliore attore protagonista a Marcello Fonte e Edoardo Pesce — Migliore montaggio a Marco Spoletini — Migliore scenografia a Dimitri Capuani — Migliore sonoro in presa diretta a Maricetta Lombardo — Miglior casting director a Francesco Vedovat
Dogman

La storia di Marcello narrata da Matteo Garrone è ispirata al celebre e cruento caso di cronaca nera del “Canaro della Magliana”, risalente al 1988. Garrone ricostruisce in modo personale la vicenda, cambiandone alcuni aspetti e lasciando trapelare in tutto il film l’umanità di Marcello, nonostante la brutalità dei fatti in cui è coinvolto.

Il regista, dopo aver utilizzato le location per “L’imbalsamatore” e alcune scene di “Gomorra”, torna a girare un lungometraggio a Castel Volturno, in provincia di Caserta, anche se nel film l’ambientazione è presentata come una zona periferica di Roma, probabilmente nei dintorni di Ostia.

Si tratta, secondo il regista, di un film western contemporaneo e urbano, in cui a dominare i paesaggi sono la desolazione e il degrado. In particolare l’intero film utilizza come sfondo il Villaggio Coppola, una zona di Castel Volturno caratterizzata dai resti della speculazione edilizia e poi dall’abbandono.

Altre location utilizzate sono il Carcere di Rebibbia, a Roma, e la Mostra d’Oltremare a Napoli, dove si tiene la gara canina a cui partecipa Marcello accompagnato dalla figlia. Una delle scene finali e più drammatiche, quella del trasporto del corpo di Simone in una zona deserta nei pressi del mare e il tentativo di bruciarlo, è stata invece girata sul litorale abbandonato denominato Pinetamare, sempre nei pressi di Villaggio Coppola (Castel Volturno).

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