Dragon Quest XI: Echi di un'era perduta

Le origini della serie Dragon Quest risalgono al 1986, anno in cui il primo episodio venne pubblicato da Enix su NES. Si tratta di una delle serie di giochi di ruolo più celebri in Giappone, anche più di Final Fantasy. In Occidente è probabilmente meno conosciuta, sebbene la sua popolarità sia aumentata dopo l’uscita dell’ottavo capitolo per PlayStation 2. Numerosi gli episodi e gli spin-off pubblicati nel corso degli anni. Si caratterizza per un approccio molto tradizionale e conservatore al genere dei JRPG.

Genere

Gioco di ruolo

Anno

2017

Produzione

Square Enix

Sviluppo

Square Enix
Dragon Quest XI: Echi di un'era perduta

Dopo Final Fantasy XV con la sua Altissia, anche Dragon Quest XI: Echi di un’era perduta contiene un evidente riferimento alla città lagunare. Gondolia, come viene chiamata nell’edizione occidentale del gioco, poggia le proprie fondamenta sull'acqua ed è costellata di ponti, canali e gondole. Lo stile architettonico non risulta tuttavia fedele alla controparte reale, a differenza di quanto visto in Final Fantasy XV. Gli abitanti, nell'edizione anglosassone, parlano un curioso (e stereotipato) mix di inglese e italiano.

Un riferimento, seppur superficiale, a Venezia appare anche in Dragon Quest IV: la città di Canalot (Bonaqua nell’edizione italiana) è costruita sull’acqua e gli spostamenti degli abitanti avvengono attraverso zattere e canali. Il palazzo del re è inoltre sormontato da grifoni alati che rimandano forse ai leoni veneziani?

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