Film d'amore e d'anarchia. Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..."

A seguito dell’assassinio di un amico anarchico ad opera dei Fascisti, il contadino lombardo Antonio Soffiantini detto Tunin si reca a Roma in un bordello e complotta, assieme alla prostituta Salomè, di assassinare Mussolini.

Genere

Film drammatico

Regia

Lina Wertmüller

Cast

Giancarlo Giannini, Mariangela Melato, Eros Pagni, Lina Polito, Pina Cei, Elena Fiore, Giuliana Calandra, Isa Bellini, Isa Danieli, Enrica Bonaccorti, Anna Bonaiuto, Anita Branzanti, Maria Sciacca, Anna Melato, Gea Linchi, Anna Stivala, Josiane Tanzilli, Valeria Piaggio, Franca Salerno, Roberto Herlitzka, Anna Maria Dossena, Mario Nandi, Maria Capparelli, Gianfranco Barra, Luigi Antonio Guerra, Lorenzo Piani

Paese di produzione

Italia, Francia

Anno

1973

Anno di ambientazione

1932

Produzione

Euro International Films, Labrador Films

Premi

Festival di Cannes 1973: Migliore interpretazione maschile a Giancarlo Giannini / Nastro d'argento 1974: Migliore attore protagonista a Giancarlo Giannini – Migliore attrice esordiente a Lina Polito
Film d'amore e d'anarchia. Ovvero

I luoghi


Il contadino lombardo Tunin vive in una cascina del Nord Italia: la palude della scena iniziale, in cui viene ucciso un anarchico, si trova infatti a Provaglio d’Iseo (BS). Mandato a Roma per ammazzare Mussolini, entra in contatto con Salomè, una prostituta che lavora in una casa di tolleranza in via Baccina, nel rione Monti a Roma. La donna ha tra i clienti Giacinto Spatoletti, gerarca fascista da cui spera di ottenere informazioni, che accompagna, assieme a Tunin e a Tripolina in una scampagnata a quattro in sidecar tra le campagne dell’Agro Pontino.

La maggior parte del film è girato tra Roma e Sabaudia (LT), senza che le due città vengano distinte. Il sidecar attraversa il centro di quest’ultima, che fu costruita proprio dal regime fascista negli anni Trenta, passando accanto alla Chiesa dell’Annunziata e alla Torre Littoria (oggi Torre Civica), che si trova in Piazza del Comune.

Durante la notte, Spatoletti e Tunin girano per il centro storico di Roma e si ritrovano in Piazza del Campidoglio dove il fascista saluta la statua di Marco Aurelio e si accomoda “tra le braccia del Dio Tevere”, ovvero la scultura che l’osservatore vede a destra della vasca antistante la scalea di Palazzo Senatorio.

Il giorno dopo il contadino anarchico si esercita col tiro presso un baracchino situato in Piazza di San Pietro in Montorio, di fronte alla chiesa che dà il nome alla piazza, al Gianicolo, tuttavia l’inquadratura alle spalle di Tunin è quello che si vede dalla Passeggiata del Gianicolo, distante qualche centinaio di metri.

Al “casotto” un cliente si sente male. Tocca a Tunin e Salomè liberarsi dell’uomo, che viene lasciato tra le rovine del Foro Romano nei pressi del Tempio di Saturno. La ricompensa per il lavoro fatto consiste in due giorni con l’amata Tripolina, nel corso dei quali i due si concedono un gelato in Viale del Belvedere al Pincio.

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