Wertmüller da Oscar

Lina Wertmüller, nella sua vasta filmografia, ha spesso scelto di dare voce agli ultimi, gente vera nei suoi difetti e forte delle proprie debolezze che si trova ad affrontare o a subire le difficoltà della vita. Nell’itinerario che segue abbiamo scelto di raccontare i luoghi popolari, veraci, in cui ancora oggi, a ben guardare, ci parrà di vedere Sofia Loren, Giancarlo Giannini, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato e tutti gli altri interpreti che, con la loro intensità, hanno reso immortali i personaggi a cui hanno dato il volto.


L’elogio della controra

A spasso nella Napoli più autentica

Sempre a Napoli qualche anno dopo

Tra fasci ventennali e luoghi millenari

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L’elogio della controra

Il turista che si aggirerà per i vicoli bianchi e le scalinate di alcuni paesini e borghi marinari del Sud durante le prime ore dei pomeriggi estivi non troverà anima viva, strade deserte e un innaturale silenzio rotto solo dall’eco dei propri passi. Perché al Sud, oggi come nel 1963, nel dopopranzo vige la regola della controra, quando la pigrizia portata dalla calura si asseconda stando in casa o al fresco a riposare. Per descriverla con immagini e il suo inconfondibile sguardo poetico, nel suo film d’esordio Lina Wertmüller scelse alcuni comuni della Puglia centrale, come Minervino Murge e Spinazzola, con alcune incursioni ad Andria ma anche Palazzo San Gervasio, nel potentino, suo paese di origine. I basilischi, appunto, sono i giovani della provincia del Sud, che fanno della controra uno stile di vita, sonnecchianti come lucertole al sole, nell’apatia e svogliatezza, senza un vero obiettivo, un ideale, una prospettiva. Che si sia o meno svegli, vivere la controra è un’esperienza unica.



A spasso nella Napoli più autentica

Cantata da Enzo Iannacci, l’arte del tirare a campare è insita negli iconici personaggi di Pasqualino Settebellezze (1975), che, in un modo o nell’altro, fanno da sé, in tempi difficili come quelli che precedono e attraversano la guerra, siano essi guappi o improvvisate prostitute. Pasqualino è un guappo appunto: di quelli che “si fanno rispettare” mentre passeggia per i vicoli e i saliscendi di Napoli, come le Scale del Moiariello a Capodimonte, fiore all’occhiello, che regalerà ad una signorina in Vico Sopramuro Ave Gratia Plena, e sguardo fiero, mentre attraversa il Ponte della Sanità. Ma la realtà è ben diversa: non si può pensare di essere rispettati se la maggiore delle sorelle fa la prostituta. Con la saggezza dell’esperienza Don Raffaele, boss locale, glielo rammenta mentre si fa lustrare le scarpe nella Galleria Principe di Napoli ricordando che al Cimitero delle Fontanelle riposavano in origine solo 500 scheletri, divenuti col tempo 5.000. Insomma basta essere fantasiosi. Imparata la lezione, Pasqualino ferma un vetturino per farsi portare alla stazione: parte da Piazza del Duomo ad Aversa, attraversa le Rampe di Sant’Antonio, a Napoli, che dall’alto offrono una bellissima veduta del golfo, e arriva nel cortile di Castel Capuano. A nulla serve: dopo un tentativo di fuga tra i tetti e gli archi intorno a Via dei Tribunali, l’uomo subisce un processo nella Sala dei Busti all’interno di Castel Capuano e viene rinchiuso nel Castello Aragonese di Baia, a Bacoli. La Napoli che fa da sfondo a questa storia trasuda dignità. Anche quando, finita la guerra, Pasqualino vi rimetterà piede profondamente cambiato dopo aver conosciuto l’orrore del nazismo.



Sempre a Napoli qualche anno dopo

Restiamo a Napoli facendo un balzo in avanti di qualche anno. In Un complicato intrigo di donne, vicoli e delitti (1986) si affronta un altro grave problema, la diffusione della droga tra i bambini. Nunziata è un’ex prostituta che gestisce una pensione in un basso della città. La chiesa sconsacrata da cui vi si accede è in realtà il Complesso Monasteriale dei Santi Marcellino e Festo. Attorno alla sua seicentesca cupola rivestita con maioliche e lungo le vicine Rampe di San Marcellino ruota la vita del quartiere. Il delitto che si compie in presenza della donna inizia a diventare un problema per lei solo quando scopre che il figlioletto di appena 10 anni viene iniziato alla droga e allo spaccio: due “malamente” lo stanno portando a Posillipo, di fronte a Palazzo Donn’Anna. L’amico Totò li scopre e li insegue, percorre il Lungomare Caracciolo (Castel dell’Ovo sullo sfondo) e li raggiunge nel parco di Villa Volpicelli, dove viene ferito a morte. L’ospedale in cui viene condotto è il Chiostro di Santa Maria delle Grazie Maggiore a Caponapoli, parte del Complesso degli Incurabili. Come in una pièce teatrale, il mistero si svela al Salone Margherita, nel quartiere napoletano di San Ferdinando, ma i colpi di scena non sono finiti: Frankie Acquasanta, il malavitoso ex amante di Nunziata, tenta di scappare sui tetti, ma cade all’interno della Galleria Umberto I. Poco dopo, lungo Via Santa Teresella degli Spagnoli, si snoda un significativo corteo di 40 madri.



Tra fasci ventennali e luoghi millenari

In pieno fascismo, si intrecciano tante storie, d’amore, di vendetta, di rivalsa. Protagonisti sono sempre popolani, quelli che gli sconvolgimenti politici li subiscono, li attraversano, ma mai ne migliorano le condizioni.

In un paesino della Sicilia nel 1922 tutti sanno che a far fuori Angelo Paternò è stato Vito Acicatena ma al processo nessuno parla. La vedova Sofia Loren non si dà pace e grida in lungo e in largo per le strade del paese che si farà giustizia da sola. Le scene cruciali di Fatto di sangue fra due uomini per causa di una vedova. Si sospettano moventi politici (1978), film che entrò nel guinness dei primati per il titolo più lungo della storia del cinema, immortalarono aree che hanno resistito ai millenni, quali la Valle dei Templi ad Agrigento e l’area archeologica di Segesta, a Calatafimi nel trapanese.

Spostandoci a Roma una decina d’anni dopo, incontriamo il contadino lombardo Tunin che vuole uccidere Mussolini. Location principale di Film d'amore e d'anarchia. Ovvero "Stamattina alle 10 in via dei Fiori nella nota casa di tolleranza..." è un “casotto” nel rione Monti, dove vive e lavora la prostituta anarchica Salomè. Attorno a loro un misto tra la Sabaudia fascista e la Roma millenaria, quella che va da Piazza del Campidoglio, dove il fascista di turno saluta la statua di Marco Aurelio e si accomoda “tra le braccia del Dio Tevere”, scultura antistante la scalea di Palazzo Senatorio, al Foro Romano dove la coppia Giannini-Melato si libera di un uomo in punto di morte. Nel mezzo, tra passeggiate al Gianicolo e un gelato al Pincio, si sprecano le meravigliose vedute sulla città eterna.

Italy for Movies è il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione cinematografica e audiovisiva. Un progetto lanciato nel 2017 dalle Direzioni Generali Cinema e Turismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (divenuto Ministero per i Beni e le Attività Culturali con D.L. n. 86 del 12/07/2018, convertito c.m. in L. 97/2018, che ha trasferito al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali tutte le funzioni e le competenze in materia di Turismo), realizzato da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con l'associazione Italian Film Commissions.
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