Bologna tra Pasolini e Avati

“Cos'ha Bologna, che è così bella? L'inverno col sole e la neve, l'aria barbaricamente azzurra sul cotto. Dopo Venezia, Bologna è la più bella città d'Italia”. Così uno dei suoi figli più illustri, Pier Paolo Pasolini, omaggiava la città dove aveva vissuto solo 7 anni che non esitava però a definire i migliori della sua vita. Qui respirò le atmosfere e il fermento culturale che lo portarono a diventare uno dei più lungimiranti intellettuali che l’Italia abbia mai avuto. Ma a dare alla città la giusta fortuna cinematografica ha provveduto un altro celebre cittadino, Pupi Avati, la cui opera è endemicamente bolognese. Le Due Torri, gli infiniti portici del centro, le bici in movimento: Bologna è un luogo carico di fascino che non cede alla malinconia ma a un innamoramento che coglie chi la visita ieri come oggi.

Nel segno di Pier Paolo

Ciak sotto le Due Torri

Andando in giro per i colli bolognesi

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Nel segno di Pier Paolo

Qualunque gita per il centro di Bologna non può che partire da Piazza Maggiore dove Pasolini girò le ultime scene di Edipo Re, personale adattamento della tragedia di Sofocle, girato per lo più in Marocco. Nella pellicola è visibile la piazza e il portico della Chiesa dei Servi. Qualche anno prima il regista aveva ambientato alcune interviste del suo docufilm Comizi d’Amore davanti all’uscita dello stadio comunale Renato Dall’Ara interpellando gli italiani a proposito delle proprie abitudini e taboo sessuali. In Via dell’Osservanza, su una collina che guarda il centro di Bologna, sorge invece Villa Aldini, dal nome dell’avvocato e ministro che servì Napoleone, Antonio Aldini. La splendida costruzione neoclassica ingloba anche i resti della Chiesa romanica della Madonna del Monte, detta La Rotonda, costruita nel XII secolo. L’edificio, di forma circolare, veniva usato come sala di rappresentanza o da pranzo. Pasolini utilizzò il cortile principale della villa, il parco e la sua facciata come cornice per diverse scene del suo Salò o le 120 giornate di Sodoma.



Ciak sotto le Due Torri

Nessuno come Avati ha però celebrato tanto Bologna e i suoi dintorni, al punto che diversi sono i tour che si tengono in città e che hanno come filo conduttore l’amore del regista per la sua terra. Una camminata per Bologna che ricordi il cinema di Avati non può prescindere da Palazzo d'Accursio/Sala Farnese dove si tiene il prologo di La Mazurka. In Piazza Galvani con la Basilica di San Petronio si ricorda invece il momento in cui Diego Abatantuono va a trovare Elisa Delai in La rivincita di Natale. Del film Una gita scolastica vanno citati due scorci: Piazza San Domenico dove è fissato il luogo d’incontro per la partenza e Via Castiglione dove si trova il Liceo Ginnasio Luigi Galvani. Le Due TorriGarisenda e Degli Asinelli – simbolo della città sono presenti in Gli amici del Bar Margherita, luogo mitizzato dal protagonista della pellicola, Taddeo e fissato nella reale Via Saragozza, ma anche in Il cuore altrove dove si vedono anche un lato di Piazza Maggiore (e sullo sfondo la Fontana del Nettuno) in cui è stato appositamente creato il ristorante Corona d’oro dove il protagonista Nello cena con l’amata Angela, e il Museo dell'arte industriale a Palazzo Davia Bargellini, che fa da ambientazione al circolo della caccia dove Nello e Angela trascorrono il primo giorno assieme.



Andando in giro per i colli bolognesi

Con la sua macchina da presa Avati ha largamente immortalato anche i dintorni del capoluogo emiliano romagnolo. Il cimitero monumentale della Certosa di Bologna, ai piedi del colle della Guardia, fu scelto per ben due volte dal regista che qui girò la scena della rievocazione in Thomas e gli indemoniati, e una malinconica passeggiata di Silvio Orlando ne Il papà di Giovanna. A Porretta Terme si trova invece il Castello di Manservisi in cui alcuni studenti si lavano e sostano per la notte in Una gita scolastica il cui albergo non è altri che lo Stabilimento Termale Leone-Bovini, oggi luogo Fai. A Rocchetta Mattei il cineasta realizzò il suo esordio, Balsamus, l'uomo di Satana e qualche anno dopo Tutti defunti...tranne i morti. Legate al momento horror anche la necropoli etrusca di Marzabotto utilizzata per Zeder e Comacchio che con la Chiesa di San Giovanni in Triario a Minerbio – nella finzione la Chiesa del dipinto di San Sebastiano – e il Lido degli Scacchi è la location principale del film cult La casa dalle finestre che ridono. A 40 anni di distanza, Avati è tornato proprio a Comacchio per ambientare il suo recente Il Signor Diavolo, pellicola sempre di genere horror che racconta una storia degli anni Cinquanta, utilizzando valli della zona e alcuni scorci del centro come la Chiesa del Carmine.

Italy for Movies è il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione cinematografica e audiovisiva. Un progetto lanciato nel 2017 dalle Direzioni Generali Cinema e Turismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (divenuto Ministero per i Beni e le Attività Culturali con D.L. n. 86 del 12/07/2018, convertito c.m. in L. 97/2018, che ha trasferito al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali tutte le funzioni e le competenze in materia di Turismo), realizzato da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con l'associazione Italian Film Commissions.
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