Il Commissario Ricciardi

Nella Napoli degli anni Trenta, in piena epoca fascista, il commissario Ricciardi, personaggio nato dalla penna di Maurizio De Giovanni, nasconde un terribile segreto: riesce a vedere le anime di chi ha perso la vita per morte violenta e ne ascolta l’ultimo pensiero. Questa sua abilità gli è utile per risolvere i casi di omicidio.

Genre

Serie tv – 6 episodi

Directed by

Alessandro D'Alatri

Cast

Lino Guanciale, Antonio Milo, Enrico Ianniello, Serena Iansiti, Maria Vera Ratti, Mario Pirrello, Peppe Servillo, Nunzia Schiavo, Marco Palvetti, Giovanni Allocca, Roberto Giordano, Fabrizia Sacchi, Adriano Falivene

Country of production

Italia

Year

2021

Setting year

Anni '30

Production

Rai Fiction, Clemart
Il Commissario Ricciardi

Nella Napoli degli anni Trenta, sotto il regime fascista, Luigi Alfredo Ricciardi (Lino Guanciale) è commissario della Regia Questura di Napoli, il cui ingresso, nella fiction, è quello del Palazzo della Prefettura, uno degli edifici che adornano la scenografica piazza del Plebiscito, dominata ad est dal Palazzo Reale, una delle location della fiction, e ad ovest dalla facciata neoclassica e colonnato della Basilica di San Francesco di Paola. Gli spazi interni della Questura sono invece quelli del cortile del museo di Capodimonte.

Palazzo della Prefettura fiancheggia anche il lato ovest di piazza Trieste e Trento, ed ospita al pian terreno il Caffè Gambrinus, locale storico di inizio Novecento che conserva gli interni originali in stile liberty dove Maurizio De Giovanni ha “visto” il suo commissario, trasformandolo nel protagonista di una fortunata serie di romanzi: si tratta di un luogo privilegiato da Ricciardi, che siede spesso al suo interno, incontrandovi, tra gli altri, l’amico medico Bruno Modo (Enrico Ianniello) e Livia Lucani (Serena Iansiti). Di fronte si trova l’antico e prestigioso Teatro di San Carlo, dove, nel primo episodio, si consuma il delitto di un famoso tenore. Su un altro lato di piazza Trieste e Trento affaccia la seicentesca Chiesa di San Ferdinando (che dà il nome all’intero quartiere), nota anche come Chiesa degli Artisti, dove Ricciardi ha alcuni colloqui con don Pierino Fava (Peppe Servillo), prete appassionato di opera. A pochi passi, si trova il Teatro Sannazaro, la “bomboniera” di via Chiaia, che apre e chiude il secondo episodio.

I camerini e la sartoria del San Carlo, così come la via Toledo degli anni Trenta con le botteghe d’epoca, tra cui il negozio dei Colombo che attira l’attenzione del commissario, sono stati ricostruiti nell’ex area Nato di Bagnoli. Nei vicoletti in pendio fatti a gradoni di quello che sembrerebbe il centro storico di Napoli si nascondono in realtà le cosiddette postierle, strade che mettono in comunicazione la parte bassa con quella alta di Taranto: nella città pugliese la produzione ha girato, tra le altre, anche a via Duomo e via Nuova e alcune scene in interni. A Portici si è girato alla Reggia, che, nella finzione scenica, è un ospedale e all’ex collegio Landriani.

Tanti i palazzi di Napoli e dintorni che fanno da scenografia. La pensione Belvedere, raggiunta dal brigadiere Raffaele Maione (Antonio Milo) per indagare su frequentazioni della vittima del primo episodio, è Villa Volpicelli, seicentesco edificio monumentale situato in via Ferdinando Russo, nel quartiere collinare di Posillipo. Livia Lucani, la moglie della vittima e futura amica del commissario, è ospite a Villa Pignatelli, edificio di architettura neoclassica situato sulla riviera di Chiaia. Palazzo Mondo a Capodrise (CE) è teatro del delitto di una donna nel terzo episodio: nella finzione scenica è la dimora dei duchi Musso di Camparino e sembrerebbe trovarsi in largo Donna Regina accanto alla Chiesa di Santa Maria Donnaregina Nuova dove si celebrano le esequie della vittima. Nella casina pompeiana di Palazzo Venezia vive il figliastro della donna ammazzata. Poco dopo, Livia fa sfoggio delle sue doti canore durante una cena con Ricciardi nel salone degli affreschi di Villa Domi.

Nella serie, ambientata interamente a Napoli, non può certamente mancare il lungomare di via Partenope, dal quale si accede a Castel dell'Ovo che gode di un panorama definito “uno spettacolo di eterna bellezza” da un uomo che si fa chiamare Falco incaricato di “proteggere” Livia Lucani.

Nel quarto episodio il Succorpo Vanvitelliano, chiesa settecentesca sotterranea a pianta centrale costruita sotto l’imponente cupola della Basilica della Santissima Annunziata Maggiore a Forcella, è un rifugio per bambini di strada. È attorno al complesso monumentale dell’Annunziata, interni e cortile (da qui parte il corteo funebre della vittima, che sarà sepolta al cimitero di Poggioreale), che il commissario Ricciardi indaga sulla misteriosa morte di uno dei piccoli ospiti, il cui corpo è stato ritrovato al tondo di Capodimonte, una piazza di forma ovale del quartiere Stella, che la Polizia raggiunge attraversando gli adiacenti giardini della Principessa Iolanda.

Il corteo funebre di “Vipera” la vittima del quinto episodio, si svolge presso il Real Bosco di Capodimonte, dove il dottor Modo reagisce ad una provocazione di uno squadrone e viene arrestato poco dopo. In attesa di essere imbarcato per Ventotene, viene detenuto presso il molo di San Vincenzo.

Nel sesto episodio Enrica (Maria Vera Ratti), innamorata delusa, è educatrice in una colonia estiva a Monte di Procida (Ischia nella finzione) e, sulla spiaggia di Acquamorta, conosce un uomo. Ricciardi è invece impegnato con il caso di un medico assassinato, mentre il brigadiere Maione, marito geloso, viene rassicurato riguardo alla moglie nella Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi.

Oltre a Napoli, le riprese hanno coinvolto Capua, tra via Ludovico Abenavolo e corso Gran Priorato di Malta, Castel Volturno e Nocera Inferiore, presso l’ex Caserma Bruno Tofano (nel rione medievale “Borgo”); alcune scene di interni sono state girate a Marcianise e Recale.

Food and wine


Durante il primo episodio, Il senso del dolore, nel celebre Caffè Gambrinus, mentre racconta a Ricciardi alcuni dettagli emersi dall’osservazione del cadavere del grande tenore Arnaldo Vezzi, il medico legale Bruno Modo addenta una sfogliatella riccia, dolce tipico della pasticceria campana.

Nel secondo episodio, La condanna del sangue, che ha tra i protagonisti un pizzaiolo vittima di usura, compare la famosa pizza “a portafoglio” napoletana, così chiamata perché è concepita per essere mangiata per strada ripiegata su se stessa. Un altro piatto tipico della cucina campana presente nel secondo episodio è la pasta alla genovese, di cui è goloso il brigadiere Maione: è un ragù bianco preparato con tanta cipolla il cui odore è così forte che resta attaccato ai vestiti.

Nel terzo episodio, Il posto di ognuno, Maione si mette a dieta per gelosia, ma non può resistere alla pasta e fagioli con le cozze, altro piatto di tradizione campana cucinato dalla moglie Lucia. Bambinella, il suo informatore, sta mangiando una frittata di maccheroni quando il brigadiere lo va a trovare.

Nel quarto episodio, Il giorno dei morti, si menziona un piatto della cucina cilentana: Rosa, l’anziana tata di Ricciardi, insegna la ricetta della zuppa di ceci ad Enrica, la vicina innamorata del commissario.

Il quinto episodio, Vipera, coincide con le festività pasquali: la pastiera napoletana, il dolce tipico della tradizione partenopea che non può mancare a Pasqua, è costituito da una base di pastafrolla riempita con una crema di ricotta, grano e aromi vari.

La ricetta del sesto episodio, In fondo al tuo cuore, sono i ciccimaretati, un piatto povero della tradizione contadina cilentana a base di cereali e leguni: a prepararli è Nelide, la nipote di Rosa.


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