L'attesa

La messinscena di Anna, distrutta dalla perdita improvvisa del figlio Giuseppe, che, non riuscendo ad accettare l’accaduto, nasconde la verità a Jeanne, la fidanzata di lui. L’attesa che il ragazzo ritorni, inscenata per il giorno di Pasqua, prende la forma di una liturgia. Il film è stato presentato in concorso alla 72ª Mostra del Cinema di Venezia.

Genere

Film drammatico 

Regia

Piero Messina

Cast

Juliette Binoche, Lou de Laâge, Giorgio Colangeli, Domenico Diele, Antonio Folletto

Paese di produzione

Italia, Francia

Anno

2015

Produzione

Indigo Film, Barbary Films, Pathè

Premi

Globo d’Oro 2016: Migliore opera prima a Piero Messina
L'attesa

I luoghi


Il film è stato ideato per essere ambientato in Sicilia: gran parte delle scene sono infatti girate nel ragusano e nel calatino. Le pendici dell’Etna, bianche di neve e nere di lava, fanno da sfondo alle inquadrature iniziali, dopo che si è da poco concluso un misterioso funerale.
Anna vive in solitudine nella campagna siciliana, aspra e bellissima, con la nebbia che sale a tratti lungo le falde dell’Etna (riconosciamo i Monti Silvestri), impedendo allo sguardo di andare oltre, in una villa senza tempo: Villa Fegotto, antico feudo che si trova nella campagna di Chiaramonte Gulfi nel ragusano.
Caltagirone, con i suoi carruggi, costituisce il fulcro del film: città barocca, patrimonio Unesco, famosa per la sua ceramica, venne ricostruita nel Settecento dopo il terremoto del 1693. Mostra tuttavia chiari segni del passaggio delle popolazioni che nei secoli l’hanno occupata, tra cui Romani, Bizantini, Saraceni, Normanni e Angioini, che ne hanno sfruttato la posizione strategica, a guardia delle piane di Gela e Catania, lasciandovi in eredità una mescolanza di stili e culture.
La sequenza madre del film, la processione pasquale in notturna degli incappucciati che scendono la Scalinata monumentale, ispirata a quella della festa del Patrono cittadino San Giacomo, non è esattamente quella calatina, ma una fusione di quelle di Trapani, Caltanissetta, Ferla e altri centri isolani. Una scelta effettuata dal regista che ha voluto mescolare suggestioni e ricordi di infanzia con le tradizioni ancestrali isolane.
Una location di rilievo naturalistico che rivediamo in parecchie scene del film è il suggestivo lago di Santa Rosalia di Ragusa, bacino artificiale creato in una cava tra i Monti Iblei, nel ragusano, le cui sponde frastagliate sono incorniciate da un’area boschiva.
Ritroviamo inoltre le due protagoniste intente a contemplare i mosaici della Villa Romana del Casale, edificio tardo antico patrimonio dell’Unesco a pochi chilometri da Piazza Armerina in provincia di Enna. Una scena del film mostra in primo piano le “Fanciulle in bikini”, mosaico che raffigura dieci giovani donne impegnate in esercizi atletici.

Enogastronomia


Nella parte centrale del film, Anna e Jeanne sono a cena con alcuni amici appena conosciuti della giovane ospite. Anna prepara loro tagliatelle con farina di carruba, un piatto tipico della tradizione iblea. Sulla tavola si distinguono anche insalata a base di arance e sarde fritte.

Visita il territorio


Villa Fegotto
Villa Romana del Casale

Scopri di più sulle location


Italy for Movies è il portale nazionale delle location e degli incentivi alla produzione cinematografica e audiovisiva. Un progetto lanciato nel 2017 dalle Direzioni Generali Cinema e Turismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (divenuto Ministero per i Beni e le Attività Culturali con D.L. n. 86 del 12/07/2018, convertito c.m. in L. 97/2018, che ha trasferito al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali tutte le funzioni e le competenze in materia di Turismo), realizzato da Istituto Luce Cinecittà in collaborazione con l'associazione Italian Film Commissions.
CREDITS
info@italyformovies.it