ePrivacy and GPDR Cookie Consent management by TermsFeed Privacy Generator Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown | Le location del film su Italy for Movies
cineturismo, location, cinema, turismo, film tourism, movie tour, Fuori era primavera, Viaggio nell’Italia del lockdown, Italia, Italy, lockdown, coronavirus, pandemia, pandemic, covid-19, film collettivo, Salvatores, Tavolara, Milano, Milan, Norvegia, Norway, Venezia, Venice, Bergamo, Acireale, Nembro, Malcesine, Zen, Palermo

Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown

Genere

Documentario

Regia

Gabriele Salvatores

Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown

Genere

Documentario

Regia

Gabriele Salvatores
Salva
Condividi

Dove è stato girato 'Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown'

Nei giorni del lockdown attraverso i canali social e i tradizionali mezzi di comunicazione è stato lanciato un appello a chiunque volesse inviare materiali inediti – girati restando in casa – che raccontassero le azioni ed emozioni di quei giorni: come si trascorreva il tempo, cosa si vedeva dalle proprie finestre, quali paure, riflessioni e pensieri hanno accompagnato ognuno di noi. Gabriele Salvatores ha chiesto di prendere i telefonini e utilizzarli come se fossero i suoi occhi, per permettergli di viaggiare all’interno delle case, di mondi diversi, di storie, emozioni e immagini che si aprivano dinanzi alle finestre. Questo film collettivo è stato realizzato con materiale raccolto dal 24 marzo al 30 maggio, in smart working, dalla fase di lancio a quella di montaggio e finalizzazione. La redazione nei due mesi di lavoro ha ricevuto oltre 16mila contributi video.

Il film si apre su alcune riprese della natura incontaminata, per poi passare alle immagini di specie animali che si sovrappongono a quei riti collettivi di noi umani che apparivano come la normalità fin quando un pipistrello che vola in cielo segna il momento esatto del cambiamento. L’uomo riorganizza la propria vita dentro le mura domestiche come meglio può: smart working, didattica a distanza, cucina casalinga e tanta attesa. Le tv mostrano le immagini di chi, come un nuovo rito quotidiano, arriva puntuale a raccontarci le statistiche della pandemia o ne descrive le misure restrittive, o le immagini poco rassicuranti provenienti dai centri più colpiti, come il “fronte” di Bergamo, con la toccante fila di mezzi militari usati come carri funebri. Fuori dalle finestre, strade deserte e piazze vuote, campi sportivi in cui riecheggiano le urla di un tempo che appare lontano. Le immagini domestiche si contrappongono alle testimonianze di chi si è trovato, spesso impreparato, ad affrontare in prima linea un nemico sconosciuto tra le corsie degli ospedali. Poi c’è l’altro lato della medaglia, le gare di solidarietà scattate per chi, a causa della pandemia, ha perso il lavoro o si è ritrovato da solo; o la natura che si è riappropriata degli spazi lasciati liberi dall’uomo. Fino al “liberi tutti”, sempre con cautela, che ha reso inestimabile il valore di un abbraccio.

Dove è stato girato 'Fuori era primavera – Viaggio nell’Italia del lockdown'

Nei giorni del lockdown attraverso i canali social e i tradizionali mezzi di comunicazione è stato lanciato un appello a chiunque volesse inviare materiali inediti – girati restando in casa – che raccontassero le azioni ed emozioni di quei giorni: come si trascorreva il tempo, cosa si vedeva dalle proprie finestre, quali paure, riflessioni e pensieri hanno accompagnato ognuno di noi. Gabriele Salvatores ha chiesto di prendere i telefonini e utilizzarli come se fossero i suoi occhi, per permettergli di viaggiare all’interno delle case, di mondi diversi, di storie, emozioni e immagini che si aprivano dinanzi alle finestre. Questo film collettivo è stato realizzato con materiale raccolto dal 24 marzo al 30 maggio, in smart working, dalla fase di lancio a quella di montaggio e finalizzazione. La redazione nei due mesi di lavoro ha ricevuto oltre 16mila contributi video.

Il film si apre su alcune riprese della natura incontaminata, per poi passare alle immagini di specie animali che si sovrappongono a quei riti collettivi di noi umani che apparivano come la normalità fin quando un pipistrello che vola in cielo segna il momento esatto del cambiamento. L’uomo riorganizza la propria vita dentro le mura domestiche come meglio può: smart working, didattica a distanza, cucina casalinga e tanta attesa. Le tv mostrano le immagini di chi, come un nuovo rito quotidiano, arriva puntuale a raccontarci le statistiche della pandemia o ne descrive le misure restrittive, o le immagini poco rassicuranti provenienti dai centri più colpiti, come il “fronte” di Bergamo, con la toccante fila di mezzi militari usati come carri funebri. Fuori dalle finestre, strade deserte e piazze vuote, campi sportivi in cui riecheggiano le urla di un tempo che appare lontano. Le immagini domestiche si contrappongono alle testimonianze di chi si è trovato, spesso impreparato, ad affrontare in prima linea un nemico sconosciuto tra le corsie degli ospedali. Poi c’è l’altro lato della medaglia, le gare di solidarietà scattate per chi, a causa della pandemia, ha perso il lavoro o si è ritrovato da solo; o la natura che si è riappropriata degli spazi lasciati liberi dall’uomo. Fino al “liberi tutti”, sempre con cautela, che ha reso inestimabile il valore di un abbraccio.

Sfoglia la gallery

Scheda tecnica

Genere
Documentario
Regia
Gabriele Salvatores
Paese di produzione
Italia
Anno
2020
Produzione

Indiana Production, Rai Cinema

Trama

Un intimo racconto degli italiani in lockdown: dalle meravigliose piazze Italiane vuote, agli eroi in prima linea nelle corsie degli ospedali, ai balconi in festa, alle riprese domestiche.