Va Alice Rohrwacher, l’European Achievement in World Cinema agli European Film Awards a Berlino. Visibilmente emozionata, la regista ha ringraziato l’European Film Academy per un riconoscimento che ha definito “immenso”, e nel suo discorso ha voluto ringraziare in particolare le persone più care: “Dedico questo premio al mio grande amore, Alba, mia sorella, la mia grande ispirazione severa e dolce”. Non è mancato il ringraziamento allo storico produttore Carlo Cresto Dina, che – ha detto – l’ha sostenuta anche nelle richieste più folli: “Ha prodotto tutti i miei film e mi ha supportata e sopportata, anche quando ho chiesto un lupo vero in scena”.
Un passaggio del suo intervento dedicato alle parole di Liv Ullmann, appena insignita dell’European Lifetime Achievement Award 2026: “Ringrazio per averci ricordato che siamo le rovine del futuro. Ho frequentato abbastanza l’archeologia per sapere che, attraverso i millenni, ciò che resta non è il monumento ma il dettaglio trascurabile: il bordo dell’affresco, un vasetto buttato via per caso”. Da qui l’invito a guardare non solo ai grandi simboli, ai monumenti, ma anche ai margini, ai bordi delle cose e contesti, ai piccoli elementi che raccontano davvero una civiltà. Infine, ha ricordato Alice Rohrwacher quanto il cinema sia un lavoro collettivo: “Questo premio, così come i finanziamenti al cinema, non vanno mai solo a un regista, ma a un’intera comunità”.
Nel futuro della regista, ha rivelato poi, c'è un film muto: "Per me è il desiderio di interrogarmi sulle radici del cinema, sulla sua forma primaria che è stata appunto quella del cinema muto. E questo non tanto come recupero del passato, ma come un'altra possibilità narrativa. Penso comunque al solo cinema muto europeo, avendo come riferimento registi come Murnau. Un cinema - ha detto ancora Alice Rohrwacher - che cento anni fa, negli anni Venti, era libero di sperimentare e non aveva paura di osare e che a me sembra molto contemporaneo. Così quando mi capita di vedere questi film muti, non mi sembrano affatto opere del passato. Dal punto di vista della creatività non parlerei così di tornare indietro, ma di andare avanti. La domanda è: quel tipo di cinema è davvero il passato o era un'altra direzione, un'altra cosa? Sarà un film di sottrazione, ovviamente in bianco e nero ma con tanta musica".
La vita da grandi, film d’esordio alla regia dell'attrice Greta Scarano che affronta con leggerezza il delicato tema dell’autismo, ha vinto l'European Young Audience Award, il premio dei giovani giurati della 38/a edizione degli European Film Awards. Nel ritirare il riconoscimento la regista ha rivolto un pensiero forte e diretto alle nuove generazioni, legando il premio a una speranza che guarda al futuro: “Questo è un premio che viene dal futuro - ha detto-. È un premio che mi fa capire che posso avere ancora speranza nel futuro di questo mondo. E spero che i giovani che ci hanno premiato ci aiutino a guardare, a vedere un mondo un pochino meno disumano”, ha commentato aggiungendo parole che hanno dato al discorso una dimensione politica e umana molto netta: “Un mondo dove non ci siano genocidi, come quello del popolo palestinese”.
"A Greta Scarano – ha commentato Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema che ha coprodotto il film insieme a Groenlandia - le nostre congratulazioni per aver saputo costruire una storia che riesce a parlare di disabilità senza vittimismi, e di rapporti familiari complessi con allegria e sincerità. Un film vitale e originale costruito con grande equilibrio, nel quale la regista si muove con abilità ottenendo effetti di forte empatia con i personaggi e con la storia, senza mai scivolare nella retorica. Il premio dei giovani giurati conferma ancora una volta che il pubblico sa accogliere storie non convenzionali legate a temi sociali se mostrate nella giusta chiave di racconto".
La vita da grandi è una Produzione Groenlandia e Rai Cinema in collaborazione con Netflix. Con il sostegno della Regione Emilia-Romagna attraverso Emilia-Romagna Film Commission e il supporto del Comune di Rimini. L'opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo. Il distributore internazionale è Rai Cinema International Distribution.
Fiume o morte! diretto da Igor Bezinovic si è aggiudicato il premio come Best European Documentary. Il documentario rilegge l’occupazione di Fiume guidata da Gabriele D’Annunzio tra il 1919 e i 1920 attraverso uno sguardo originale e contemporaneo. Con un uso sapiente di materiali d’archivio ed il coinvolgimento degli abitanti della città di Rijeka restituisce al pubblico una narrazione potente.
“Fiume o morte!” è prodotto da Restart in co-produzione con Videomante e Nosorogi, e realizzato con il supporto di Croatian Audiovisual Centre, Ministero della cultura, Slovenian Film Center, Fondo per l'Audiovisivo del FVG, Friuli Venezia Giulia Film Commission e Veneto Film Commission.
“La notizia dei riconoscimenti a due tra le protagoniste del grande schermo tricolore – Alice Rohrwacher e Greta Scarano, con il suo esordio alla regia ‘La vita da grandi’ – assegnati nell’ambito della 38esima edizione dell’European Film Awards, e quella giunta stamattina dal box office nazionale – che segna il primato conquistato da Checco Zalone con il suo ultimo film, ‘Buen camino’ – dimostrano come per il cinema italiano si stiano scrivendo pagine davvero importanti. Soddisfazioni che ci riempiono di orgoglio e che raccontano di un percorso che sta andando nella giusta direzione. Che il Governo deve aiutare e non ostacolare o frenare, ma solo regolamentare al meglio per evitare sprechi inutili e conseguenti perdite delle risorse e degli investimenti pubblici. Avanti così”, ha dichiarato il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, aggiungendo: “Le mie congratulazioni anche alla squadra che ha lavorato al documentario ‘Fiume o morte!’ e a tutti i vincitori degli EFA 2026”.