Il 18 maggio 2026 sono cominciate a Belluno, in Veneto, le riprese del nuovo film del regista Stefano Usardi dal titolo Il Tavolo prodotto da FiFilm. La troupe si sposterà tra la zona del Cadore in provincia di Belluno e le zone di Jesolo/Cortellazzo seguendo il corso del fiume Piave e percorrendo quella che era l’antica via degli zattieri. Le riprese termineranno il 5 giugno 2026.
La figura dello zattiere nasce ai tempi della Serenissima, periodo in cui Venezia aveva bisogno di legname per costruire solide imbarcazioni e le fondamenta dei palazzi. Il bellunese, ricco di aree boschive, era il territorio perfetto da cui attingere. Abile e coraggioso lo zattiere era l'uomo che trasformava i tronchi in zattere e che trasportava il legname dal Cadore fino in Laguna.
Il protagonista è il Tavolo. Percepita l'immagine del mare in un mobilificio, il Tavolo decide di raggiungerlo con ogni mezzo possibile. Acquistato inizialmente da Luca, che convive con la giovane Sara, si rende testimone di gravi e rocambolesce vicende famigliari che ne modificano l'intento. Bloccato dalla sua scarsa mobilità Il Tavolo è aiutato da ladri, bambini, preti, musicisti e altri casuali protagonisti che ne assecondano, involontariamente, l'intento.
Un silenzioso, insolito e solido protagonista, nato tra le Dolomiti che sogna e prova a raggiungere il mare. Rubato, maltrattato, innamorato e quasi sezionato si ritrova, suo malgrado, ad essere il legame dell'intera famiglia, di cui cela al suo interno il segreto principale, condizionandone il futuro. Essere un testimone silenzioso per il Tavolo non è poi così difficile, ma per riuscire ad arrivare al mare serve ben altro. In una catastrofica serie di eventi, anche il solido protagonista non riesce a rimanere sempre tutto d'un pezzo e deve riuscire a cambiare la percezione della realtà e di sé.
"Il Tavolo è un progetto sperimentale che si inserisce nel filone dei road movie o forse in questo caso si potrebbe definire un river movie: il punto di partenza è la zona del Cadore in provincia di Belluno, per seguire tutto il corso del fiume Piave fino alla sua foce sul mare di Jesolo.
Il film nasce con il desiderio di valorizzare un oggetto in una società consumistica in cui le cose hanno sì una valenza affettiva ma spesso vengono sostituite da ciò che è nuovo e apparentemente più funzionale. Il film si contappone a questa logica consumistica: il Tavolo, infatti, assume per uno degli attori principali un valore centrale, anche se poi sarà il Tavolo stesso ad avere una propria autonomia spostandosi di casa in casa.
Il progetto nasce al tavolino di un bar con la produttrice: eravamo al telefono con un attore con cui stavamo avendo qualche problema perché soffriva un po’ di divismo, e in quel momento decisi che volevo realizzare un film che aveva come protagonista un oggetto e non un attore, e il tavolo a cui eravamo seduti fu la prima cosa che colpì la mia attenzione.
Pur essendo un film sperimentale, ho cercato di essere molto attento al pubblico a livello drammaturgico. È un film che si concentra sulla spazialità e sul suono: sto cercando con il sound designer, di cerare un mondo sonoro attorno a questo Tavolo.
Come in ogni mio film ci saranno alcune tematiche che costantemente ritornano come la semplicità, la comunità e la casualità che a volte può deviare la nostra vita". dichiara il regista Stefano Usardi.
Nel cast:
E con: Grazia Capraro, Matilde Vigna, Francesco Migliaccio, Maddalena Bignù, Stefano Scandaletti e la band “Viadellironia”.
Direttore di fotografia Matteo Meldolesi
Audio in presa diretta Giampiero Sanzari
Trucco e acconciature Martina Robazza
Aiuto regia Asia Marchi