"L'emozione più grande per me questa sera è ricevere il premio dalle mani di un grandissimo artista. Eravamo molto giovani, quando, grazie alla sua spericolatezza, ha affidato un suo film, il terzo film della carriera, a me debuttante, sconosciuto. Io senza questo forse non avrei fatto il cinema. Grazie a lui, poi ho scritto la musica per 230 film", ha detto il compositore premio Oscar Nicola Piovani che ha ricevuto dall'amico Marco Bellocchio l'Ifis Music Award durante la serata d'apertura della 21/a edizione della Festa del Cinema di Roma. "Quando ti dicono un premio alla carriera ti viene di pensare 'vabbè, ma mica è finita la mia carriera, no?'". Per alcuni "carriera è un termine che può generare un po' di diffidenza - spiega Piovani - ma in realtà non è così, perché etimologicamente significa il pezzo di strada dove poteva passare il carro, lentamente, giorno per giorno. Così film dopo film, opera dopo opera, si costruisce una carriera".
Tra gli ospiti nella platea della serata d'apertura, condotta da Ema Stokholma, fra gli altri, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, Elly Schlein, il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, Federico Mollicone presidente della commissione Cultura della Camera, la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, Manuela Cacciamani, AD di Cinecittà, Carlo Verdone, Anna Ariete, Manuel Agnelli, Diodato, Brunori SAS, Luisa Ranieri.
"Gran parte del pubblico della festa è formato da ragazzi, spesso molto giovani. È una gioia ma anche una seria responsabilità - ha detto il presidente della Fondazione Cinema per Roma Salvo Nastasi durante la serata - A loro vogliamo offrire tutta la ricchezza del cinema. Grandi autori, nuove voci, opere popolari, sperimentali, film documentari di ogni genere. Lasciamo che scelgano, scoprano e si emozionino.
Nastasi sottolinea anche che "il nostro cinema è forte, autorevole e audace. Sa parlare al mondo e raccontare con precisione chi siamo. Lo dimostrano gli autori affermati e tanti giovani talenti che cercano nuove forme e nuove storie. La festa vuole essere per loro una casa, lo deve essere. Un luogo in cui anche il cinema indipendente incontri il pubblico e possa crescere. C'è un dato a cui tengo molto: quest'anno le registe presenti sono 50 e firmano un terzo dei film in concorso. Le donne sono autrici, protagoniste, punti di vista essenziali del cinema di oggi".