Diretto da Anna Di Francisca (La bruttina stagionata; Due uomini, quattro donne e una mucca depressa; Evelyne tra le nuvole) e da lei scritto con Laura Fischetto, La bolla delle acque matte è ambientato in un piccolo isolato borgo di montagna dell’Umbria. Il film è stato girato a Castelluccio di Norcia (Perugia), a Norcia e Arquata del Tronto, le riprese sono iniziate il 1° settembre 2025 per una durata di circa 4 settimane.
“Il film – dice la regista - vuole essere un parallelismo tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato”.
Il titolo, La bolla delle acque matte, fa riferimento alla caratteristica di quelle zone di avere delle sorgenti d'acqua di natura carsica che periodicamente scompaiono e riappaiono. L'ultimo caso si è avuto proprio con il terremoto del 30 ottobre 2016 a seguito del quale un torrente, il Torbidone, scomparso da circa quarant'anni, ha ripreso a scorrere in maniera impetuosa.
La bolla delle acque matte (scheda set) ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di film d’essai ed è stato realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, MIC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027– Umbria Film Fund 2022. Il film ha inoltre ottenuto il patrocinio dell'AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, la principale rete italiana delle organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione internazionale che ha scelto il film perché “è un racconto di comunità che non si arrendono, che scelgono di restare e di ricostruire aprendosi all’incontro tra persone provenienti da esperienze e culture diverse. Proprio in questo intreccio tra radici e nuove presenze si intravede la possibilità di una rinascita autentica, capace di generare convivenza, solidarietà? e futuro”.
Diretto da Anna Di Francisca (La bruttina stagionata; Due uomini, quattro donne e una mucca depressa; Evelyne tra le nuvole) e da lei scritto con Laura Fischetto, La bolla delle acque matte è ambientato in un piccolo isolato borgo di montagna dell’Umbria. Il film è stato girato a Castelluccio di Norcia (Perugia), a Norcia e Arquata del Tronto, le riprese sono iniziate il 1° settembre 2025 per una durata di circa 4 settimane.
“Il film – dice la regista - vuole essere un parallelismo tra chi ha perso tutto da migrante e chi ha perso tutto da terremotato”.
Il titolo, La bolla delle acque matte, fa riferimento alla caratteristica di quelle zone di avere delle sorgenti d'acqua di natura carsica che periodicamente scompaiono e riappaiono. L'ultimo caso si è avuto proprio con il terremoto del 30 ottobre 2016 a seguito del quale un torrente, il Torbidone, scomparso da circa quarant'anni, ha ripreso a scorrere in maniera impetuosa.
La bolla delle acque matte (scheda set) ha ottenuto il riconoscimento della qualifica di film d’essai ed è stato realizzato con il sostegno del Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia, MIC Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) 2021-2027– Umbria Film Fund 2022. Il film ha inoltre ottenuto il patrocinio dell'AOI – Associazione delle Organizzazioni Italiane di Cooperazione e Solidarietà Internazionale, la principale rete italiana delle organizzazioni della società civile impegnate nella cooperazione internazionale che ha scelto il film perché “è un racconto di comunità che non si arrendono, che scelgono di restare e di ricostruire aprendosi all’incontro tra persone provenienti da esperienze e culture diverse. Proprio in questo intreccio tra radici e nuove presenze si intravede la possibilità di una rinascita autentica, capace di generare convivenza, solidarietà? e futuro”.
Le paludi della burocrazia impediscono la rinascita di un piccolo isolato borgo di montagna dell’Umbria, ferito da un terribile terremoto, dove Lorenzo ha un sogno: ripopolare il suo paese e farlo rinascere più che mai dopo la furia del terremoto che ha distrutto anche il suo agriturismo. Se la realtà è troppo dura non resta che affidarsi al sogno: un ristorante multietnico i cui sapori inebrianti, misteriosi ed evocativi possano trasformare un grigio presente in un domani colorato come i fiori della piana di Castelluccio. Dopo aver superato conflitti, aggressioni, pregiudizi, smantellato piantagioni d’oppio e sfiorato una storia d’amore con Jaele Fo, una psicologa truffatrice, il Sindaco (Fausto Russo Alesi) trova la soluzione in una cucina umbro-senegalese-pakistana. Una piccola rivoluzione che segnerà l’inizio di una nuova era.