Carmen è partita, scritto dallo stesso regista Domenico Fortunato con Giovanni Bracco, Graziano Conversano e Cesare Fragnelli, è un racconto fondato sulla stranezza. "I personaggi che popolano il nostro antico borgo hanno tutti le loro ‘stranezze’", dice il regista, e vivono nella più "semplice delle normalità che un borgo di provincia può offrire". Il borgo scelto per le riprese del film è quello di Mentana, in provincia di Roma, e sono svolte a novembre 2024.
"L’incontro inaspettato tra Amedeo e Carmen rappresenta per entrambi una vera e propria rivoluzione dell’anima destinata a non fermarsi e a regalare loro una ‘nuova’ vita. Sullo sfondo, un antico borgo, quello di Mentana, che custodisce con cura le storie e le vite dei nostri personaggi. Non mancano gli abitanti del paese, gli amici di Amedeo, il maresciallo, che, anche se possono sembrare a volte ostili, in realtà hanno bisogno di ritrovarsi tutti davanti a un caffè. Una storia intima, delicata che vuole e mi auguro riesca a regalare poesia, speranza, libertà. E la libertà non può essere strana", spiega il regista Domenico Fortunato.
La fotografia di Carmen è partita è affidata a Filippo Silvetris, la scenografia a Walter Caprara, il suono a Piero Parisi, i costumi sono a cura di Magda Accolti Gil e Giuseppe Garasto è il direttore di produzione. A Francesca Schirru, delegato di produzione Altre Storie, è stata affidata la supervisione artistica del progetto.
Carmen è partita, scritto dallo stesso regista Domenico Fortunato con Giovanni Bracco, Graziano Conversano e Cesare Fragnelli, è un racconto fondato sulla stranezza. "I personaggi che popolano il nostro antico borgo hanno tutti le loro ‘stranezze’", dice il regista, e vivono nella più "semplice delle normalità che un borgo di provincia può offrire". Il borgo scelto per le riprese del film è quello di Mentana, in provincia di Roma, e sono svolte a novembre 2024.
"L’incontro inaspettato tra Amedeo e Carmen rappresenta per entrambi una vera e propria rivoluzione dell’anima destinata a non fermarsi e a regalare loro una ‘nuova’ vita. Sullo sfondo, un antico borgo, quello di Mentana, che custodisce con cura le storie e le vite dei nostri personaggi. Non mancano gli abitanti del paese, gli amici di Amedeo, il maresciallo, che, anche se possono sembrare a volte ostili, in realtà hanno bisogno di ritrovarsi tutti davanti a un caffè. Una storia intima, delicata che vuole e mi auguro riesca a regalare poesia, speranza, libertà. E la libertà non può essere strana", spiega il regista Domenico Fortunato.
La fotografia di Carmen è partita è affidata a Filippo Silvetris, la scenografia a Walter Caprara, il suono a Piero Parisi, i costumi sono a cura di Magda Accolti Gil e Giuseppe Garasto è il direttore di produzione. A Francesca Schirru, delegato di produzione Altre Storie, è stata affidata la supervisione artistica del progetto.
Altre Storie, Rai Cinema
Oggi, in un antico borgo nella valle del Tevere, Carmen, trent’anni, bella, riservata e da sempre al centro dei pettegolezzi del paese, scompare nel nulla. Lavora come domestica per Amedeo, il sarto del borgo, uomo schivo e solitario, legato a un mondo fatto di abiti d’altri tempi e silenzi mai davvero colmati. La sartoria di Amedeo si affaccia sulla piazza antica, cuore della vita del paese, dove tutto sembra immobile e tutti sembrano conoscersi. Orfana dei genitori, Carmen è arrivata in paese grazie alla zia Rosanna, convinta di offrirle una vita tranquilla, lontana dai giudizi e dalle maldicenze. All’inizio la sua presenza incrina gli equilibri di Amedeo, infastidito da quella convivenza inattesa. Ma, poco a poco, tra i due nasce un legame profondo, fatto di complicità, vicinanza e silenzi condivisi. Quando Carmen scompare, Amedeo precipita in uno smarrimento sempre più doloroso: la sua assenza riapre ferite, accende sospetti e lo costringe a confrontarsi con ciò che non ha saputo vedere. Travolto dal senso di colpa e dall’abbandono, dovrà fare i conti con il vuoto lasciato da Carmen e con la verità più nascosta di sé.