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EFM: preservare il cinema nell’era della fragilità digitale

18-02-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 3 minuti

BERLINO- Con la transizione della produzione cinematografica al digitale, la conservazione a lungo termine delle opere audiovisive è affidata a infrastrutture fragili e disperse, con politiche ancora concepite per l'era analogica. Da quando l’industria cinematografica ha lasciato la pellicola il rischio dell’oblio incombe. È un rischio nuovo che coglie il cinema impreparato e un un crescente patrimonio di dati di enorme valore culturale ed economico si trova a rischio.

Di questo si è discusso all’European Film Market nel corso del panel “FUTURE HERITAGE. Garantire il futuro degli archivi cinematografici digitali”, in cui esperti di conservazione e valorizzazione del patrimonio audiovisivo si sono confrontati sull'urgente necessità di impedire che il cinema digitale perda la sua memoria.

 “Il cinema digitale non è al sicuro. È un patrimonio che col passare degli anni si fa sempre più ipotetico, abbandonato su supporti precari nell’illusione che il digitale sia per sempre. È ora di agire a livello di comunità europea, combinando l’interesse pubblico con quello privato”, ha detto Piero Costantini, AD di Mnemonica, la società con sede a Roma che ha organizzato il panel. Accanto lui hanno partecipato al panel Thomas C. Christensen (Direttore Archivi del Danish Film Institute), Cecilia Pezzini (Festivals and Classics Acquisition Manager di Coproduction Office Germany), e Simone Appleby (Direttrice del laboratorio di restauro digitale del Centre national du cinéma et de l'image animée – CNC) che ha inviato una sua presentazione per illustrare la posizione della Francia sull’argomento.

Tra i temi discussi il ruolo dei titolari dei diritti e dei partner tecnici, i modelli di finanziamento e sostenibilità, la sovranità europea dei dati, e l'urgente necessità di allineare il lavoro di produzione con i requisiti di conservazione a lungo termine, affinché il patrimonio audiovisivo europeo nativo digitale rimanga accessibile alle generazioni future.

Nel corso dell’incontro Mnemonica ha lanciato il  “MANIFESTO per la memoria del cinema digitale italiano”: un documento programmatico che esplora come i quadri normativi nazionali e dell'UE possano migliorare la protezione dei master digitali e dei relativi asset nel tempo, identificando best practice, opzioni politiche concrete e percorsi di cooperazione. Un vero e prorio appello per la preservazione del cinema nell’era della fragilità digitale rivolto alle istituzioni, affinché venga aggiornata la normativa nazionale a garanzia della tutela digitale del cinema, e ai produttori, perché riconoscano nella conservazione professionale la migliore assicurazione sul valore delle proprie opere.