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Berlinale: 'The capul nostru', l’assenza familiare di chi resta. Set in Emilia- Romagna

18-02-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 4 minuti

BERLINO – Una pellicola che esplora l'impatto della migrazione da una prospettiva insolita, quella di chi rimane nel paese di origine, spesso bambini e ragazzi che crescono in parte soli o accuditi da parenti anziani, con uno o due genitori emigrati all’estero per lavoro. A Berlinale Forum la coproduzione Romania- Italia The capul nostru (On Our Own) di Tudor Cristian Jurgiu, ispirata ai numerosi bambini rumeni con genitori all’estero. Un tipo di storie che "è ovunque in Romania", come ha detto il regista Tudor Cristian Jurgiu, che ha lavorato per il film soprattutto con attori esordienti provenienti da scuole di recitazione. "Ci sono nel Paese circa 150.000 bambini i cui genitori lavorano all'estero, e questo fenomeno genera profondi traumi emotivi e fragili relazioni familiari. Questa realtà è stata il punto di partenza del mio interesse per questa storia", 

The capul nostru, prodotto dalla rumena Libra Films con l’italiana Indyca, è una toccante storia di formazione su una generazione che ha dovuto affrontare l'assenza dei genitori. Per alcuni dei giovani che crescono così, la famiglia non è più il centro del loro mondo, o smette di esserlo. Viene sostituita dalla comunità: amici, vicini, parenti più o meno lontani. Diventa qualcos’altro, non più una famiglia nel senso tradizionale, ma qualcosa di più libero, più inclusivo, che dà loro una nuova prospettiva sul concetto di comunità, più ampia e non basata solo sulla famiglia. Un’esperienza che, naturalmente, non suscita in tutti la stessa reazione: se l’assenza può rendere alcuni ragazzi emotivamente chiusi, esitanti o evitanti nel credere ancora in qualsiasi tipo di relazione, per altri diventa leva di una maturazione precoce, che riesce a renderli, comunque, abbastanza forti e indipendenti.

Oltre che in Romania, con set a Bucarest, il film è stato girato anche in Italia, con sei giornate di riprese in Emilia-Romagna. Le riprese sul territorio regionale hanno toccato location come Parma, Cesena, Forlì e Bologna, l’Alto Savio, le Foreste Casentinesi, Lago Pontini e Lago Lungo, nel forlivese. (Consulta la nostra SCHEDA SUL SET )

Il film racconta la storia di Flavia, adolescente brillante e indipendente, che vive da sola in una piccola città rumena dopo che i suoi genitori sono partiti per lavorare in Italia: la madre è una badante, suo padre lavora in un cantiere edile. Costretta a diventare adulta a quattordici anni, ha imparato a sopravvivere grazie al sarcasmo e alla distanza emotiva. Quando scopre che i suoi genitori stanno per divorziare, il fragile equilibrio che ha costruito inizia a incrinarsi. Flavia trova conforto nell'amicizia con Luca, che condivide una situazione familiare simile alla sua, insieme ospitano due giovani in fuga, Lia, 12 anni, e Dudu ,9, che vogliono allontanarsi dai loro genitori. La casa si trasforma per un breve periodo in una famiglia improvvisata e affettuosa, auto-scelta, dove vivere in libertà e prendersi cura l'uno dell'altro sono un dato di fatto.

Per la prima volta, Flavia si concede di abbracciare il suo lato materno, trovando uno scopo e un senso di appartenenza nel prendersi cura dei bambini. La fragile armonia, però, non dura a lungo e quando i bambini se ne vanno, la famiglia surrogata crolla, costringendo Flavia a confrontarsi con i dolorosi limiti del suo desiderio e l'assenza irrisolta che definisce il rapporto conflittuale della sua generazione con la famiglia e l'intimità.

Tra i finanziamenti ricevuti, oltre ai fondi nazionali in Romania e al sostegno di Creative Europe in fase di sviluppo, l’opera ha beneficiato anche del Contributo selettivi anno 2025 di DGCA- MiC destinato a opere in regime di coproduzione o compartecipazione internazionale minoritaria. Le vendite estere sono affidate a True Colors. La colonna sonora originale è di Marco Biscarini; le musiche di Riccardo Nanni.

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