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Berlino, 'L'uomo più bello del mondo': lettura algoritmica e memoria emotiva del rimosso

20-02-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 3 minuti

BERLINO - A Forum Special, sezione dedicata ai lavori sperimentali che affianca il programma principale di Berlinale Forum e affronta quest’anno il tema della produzione creativa nell'era dell'intelligenza artificiale, il cortometraggio italiano L'uomo più bello del mondo (The Most Beautiful Man in the World) di Paolo Baiguera, il cui corto d’esordio El Puti Pèrs ha ricevuto una menzione speciale alla Settimana Internazionale della Critica di Venezia 2025.  

L'uomo più bello del mondo è una produzione italiana realizzata da Il Varco, Ring Film e 5e6 film, le cui vendite internazionali sono affide a Gargantua Film, sviluppata all’interno del workshop in residenza a Revine Lago “Nouvelle bug vol.4”.  

Tra documentario, saggio visivo e opera di sperimentazione formale, il corto è una riflessione sul valore delle immagini e sulla cultura della memoria. L'uomo più bello del mondo si interroga su cosa significhi oggi analizzare e giudicare, a partire da una vicenda di rimozione familiare che ha per protagonista un uomo, lo zio del regista, morto per HIV ed eroina nell’Italia degli Anni ’80. Anche a causa dello stigma di un’epoca segnata dal peso del giudizio sociale, di lui in famiglia rimane l’eco di un tabù, insieme a sole 25 fotografie. Da quelle foto Paolo Baiguera ne ricostruisce la storia, interrogando al tempo stesso i ricordi 'caldi' di sua madre, cui chiede di riguardare le fotografie, e lo sguardo freddo di un’intelligenza artificiale, Google Vision API, che legge i dati di quelle immagini statisticamente. 

La riflessione sul valore contemporaneo del guardare è interessante: il tool di AI che analizza le foto permette di scomporre le immagini in maniera asettica, ma al tempo stesso in linea con un preciso immaginario culturale giudicante che sintetizza una più ampia opinione collettiva. Dall'altro lato il commento empatico della madre riflette una memoria emotiva personale e familiare. Dal loro involontario “passo a due”, dalle contraddizioni o sorprendenti sovrapposizioni di giudizio che emergono, la storia rimossa dell'uomo viene ricostruita in maniera amplificata e stratificata.

Dopo il programma di proiezioni e Q&A a Berlino, Paolo Baiguera ha preso anche parte a un panel organizzato dalla Berlinale dedicato allo scambio estetico tra artisti e modelli di intelligenza artificiale. Il panel ha riunito i registi del festival che hanno trattato l'intelligenza artificiale non come una questione tecnologica isolata, ma come un'infrastruttura estetica, politica e sociale su cui hanno costruito le opere presentate. Tra gli altri autori ospiti: Ava Leandra Kleber e Elisa Deutloff (MegatrashwannabebigstarxD), Narges Kalhor (Love Your Nails!), Daniel Mann (THE RECCE), Almagul Menlibayeva (AI REALISM - Qantar 2022) e Georg Tiller (The Valley where LOAB Lives).