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Semaine: 'City of Owls', favola apocalittica sull'oscurità del mondo contemporaneo

20-05-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 3 minuti

CANNES - Tra le coproduzioni italiane della 65° edizione della Semaine de la Critique, anche il corto di coproduzione Francia-Germania-Italia City of Owls di Zhenia Kazankina, giovane scrittrice e regista di origini russe con base a Roma, i cui lavori ruotano attorno a tematiche di solitudine e alienazione raccontate dal punto di vista femminile.

In City of Owls l'ultima sera prima della partenza la protagonista, Vera, sta mettendo a letto la sorellina. Per nascondere il vero motivo della sua partenza, le racconta una favola della buonanotte. La storia di una città inghiottita da una notte eterna, a cui ognuno si adatta come può.

Una favola apocalittica delicata e poetica, con una malinconica melodia ripetitiva. Che evoca, attraverso il linguaggio proprio della fiaba, la guerra, la crisi energetica e l'oscurità che incombe sul mondo contemporaneo. Una storia metaforica su una città inghiottita da una notte eterna, ispirata all'animazione e ai film per bambini sovietici. Influenzata, come ha detto la regista, pure dai testi poetici della band Kino, da una breve poesia di Emily Dickinson e dal rapporto con il proprio Paese e gli affetti familiari: "City of Owls è un film in cui le mie esperienze personali di emigrazione si intrecciano con una fiaba metaforica sull’abbandono collettivo e sull’evasione adattiva - dice la regista - Questo film nasce dalla mia contraddizione interiore nei confronti del mio Paese d’origine, un sentimento plasmato sia dall’amore e dalla nostalgia, sia dall’amarezza e dalla distanza critica portate dall’emigrazione".

"Ho voluto riempire il film di un linguaggio visivo ingenuo, in cui la dolcezza convive con un acuto senso di rovina, un tono che conosco fin dall’infanzia grazie ai film d’animazione sovietici e alle fiabe cinematografiche. “City of Owls” eredita naturalmente questo linguaggio, proseguendo una tradizione di metafora e simbolismo che gli artisti sovietici e russi hanno a lungo utilizzato per parlare del proprio Paese attraverso epoche diverse. Mi sembra che l’oscurità metaforica che cala sulla città nel film oggi vada oltre un singolo luogo e si diffonda in tutto il mondo. Come possiamo vivere al suo interno?”

Il corto è prodotto da Moderato, Il Varco Cinema, 8produzione, C41, Cattive Produzioni e Oudeis. Vendite internazionali affidate a Gargantua.