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Dario Argento a Cannes: presto un film con Isabelle Huppert

20-05-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 3 minuti

CANNES - Un nuovo film con Isabelle Huppert, ispirato a una pellicola messicana degli Anni ’40 e al surrealismo, è quanto rivela Dario Argento, a Cannes per la presentazione nella sezione Cannes Classics del restauro di Metti, una sera a cena (1969). “Sono felice di lavorare con la grande attrice francese Isabelle Hupper, che mi renderà veramente orgoglioso di fare cinema. Lei è meravigliosa e mi farà fare, penso, un buon lavoro – ha detto Argento -. Il film è ispirato a un altro film messicano degli anni Quaranta, l’epoca in cui il cinema messicano era molto influenzato dal surrealismo. Non a caso, lavorava in Messico Luis Buñuel, e quindi questo film è anche molto ispirato al surrealismo”.

Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi - che nella sua versione restaurata dal Centro Sperimentale di Cinematografia sarà a breve distribuito in Francia in sala – è un titolo che in qualche modo ha segnato una svolta nella vita di Dario Argento: l’ultima sceneggiatura firmata prima del passaggio alla regia. In questo film il Maestro dell'horror aveva anche conosciuto Tony Musante, tra i protagonisti insieme a Florinda Bolkan, che sarà poi l’interprete principale del suo esordio alla regia, L’uccello dalle piume di cristallo (1970).

Il film arriva nella sua carriera dopo aver firmato il soggetto di C'era una volta il West: “Sergio Leone era amico di Patroni Griffi e gli spiegò che lui stava per debuttare alla regia cinematografica con un film molto importante, però voleva il consiglio di uno sceneggiatore giovane, qualcuno che potesse dare uno spirito più attuale al film". Nel ricordare quell’esperienza: “Accettai con contentezza ma con uno spirito un po' strano, perché era un film che trattava tutto d'amore, dal principio alla fine, e io non ero abituato a fare film d'amore, non li avevo mai fatti, e mai più li feci dopo quel primo”. Sul rapporto con Patroni Griffi, Dario Argento parla di una certa divergenza di opinioni, che aveva portato all’epoca a non poche discussioni: “Ad esempio - ricorda Argento - io non concepivo assolutamente il personaggio del giovane biondo (Lino Capolicchio) così come è stato messo nel film. I giovani non sono in quel modo, gli dicevo, quelli sono i vecchi. Lui, invece, li immaginava così. Ma nonostante i dissidi alla fine ci fu una grande rappacificazione e tutto andò per il meglio, e il film fu anche un grande successo.”

“Però ricordo anche che Patroni Griffi aveva un grande terrazzo pieno di piante rare - aggiunge - Mi portava ogni tanto fuori e illustrava la storia delle piante, che sono come degli esseri umani, sono viventi. Mi spiegava questa pianta e quell’altra, era bellissimo. È uno dei ricordi più belli della nostra collaborazione.”