VENEZIA – Un anno di lavoro intenso, con l’obiettivo di mettere a sistema una filiera che comprende imprese, produzioni, Cinecittà, location e competenze professionali, quello della Fondazione Roma Lazio Film Commission, rinnovata nel 2025. Tra i risultati rivendicati nel corso del panel all'Italian Pavilion a Venezia, la presenza di otto film realizzati con il contributo del Lazio nelle diverse sezioni della Mostra, a conferma della vitalità produttiva della regione, il lavoro in corso per la valorizzazione delle location dell’intero Lazio, i progetti dedicati alla formazione.
A illustrare l’andamento in numeri dei set attivi in Regione nell'ultimo biennio il vicepresidente della Fondazione Roma Lazio Christian Uva. Per Roma, nel 2024 sono state censite 167 opere audiovisive, considerando le produzioni realizzate fuori dagli studi di Cinecittà e con particolare riferimento ai Municipi I e II. Tra i progetti figurano opere di fiction, produzioni seriali e 32 documentari.
La ricerca conferma inoltre la forte concentrazione delle riprese nel centro della capitale: oltre il 53% dei set riguarda il II Municipio. Un dato che diventa uno degli elementi alla base della strategia della Film Commission, orientata a portare le produzioni anche nelle altre aree della regione. Nel primo semestre 2025, per Roma, sono state censite 66 opere: 30 film per la sala, 26 progetti seriali, un film televisivo e nove documentari. Le produzioni italiane sono 47, le coproduzioni 14 e le straniere cinque. Cresce anche la presenza femminile: sono 18 le registe censite nel primo semestre dell’anno.
Numeri interessanti arrivano anche dalle province. Nel biennio 2024-2025, a Latina sono state censite 14 opere, otto destinate alla sala e sei produzioni seriali, con una significativa presenza di cinema di genere. A Viterbo le opere censite sono invece 24, anche in questo caso con una forte presenza della serialità.
Il filo conduttore è dunque la necessità di superare l’idea di un Lazio cinematografico coincidente quasi esclusivamente con il centro di Roma. Il territorio regionale offre infatti un patrimonio estremamente diversificato, un enorme set naturale che può diventare una risorsa per produzioni italiane e internazionali. La sfida della Roma Lazio Film Commission è ora trasformare questa ricchezza in un sistema sempre più organizzato: più location, più servizi, più formazione, più risorse e maggiore integrazione con turismo e sviluppo economico.
Un percorso che punta a fare del cinema non soltanto uno strumento di racconto del Lazio, ma anche un motore concreto di lavoro, investimenti e valorizzazione dell’intero territorio regionale. Nel suo intervento, L’AD della Fondazione Lorenza Lei ha sottolineato come la strategia della Film Commission non sia limitata alla Capitale. “L’obiettivo è costruire un sistema regionale capace di intercettare le esigenze delle produzioni e accompagnarle nell’individuazione delle location e nell’organizzazione delle attività”
La strategia della Film Commission passa anche dalla valorizzazione delle location del lazio, puntando anche fuori Roma. Sono 12 i comuni selezionati attraverso la call “Film Friendly Location”, con l’obiettivo di costruire un territorio più accogliente e competitivo per le produzioni nazionali e internazionali. Non si tratta soltanto di individuare luoghi suggestivi. Per attirare una produzione servono servizi, strutture ricettive, logistica, permessi rapidi e facilitazioni capaci di rispettare i tempi di lavorazione.
Per questo il progetto è collegato anche agli sportelli territoriali. Dopo l’apertura di quelli di Viterbo e Latina, la Film Commission punta a estendere la presenza a Frosinone e Rieti, creando un rapporto più diretto con imprese e istituzioni locali.
Sul fronte economico, Paolo Giuntarelli, direttore del turismo della Regione Lazio, ha evidenziato il rafforzamento delle risorse destinate al comparto. Gli stanziamenti complessivi passano da circa 30 a 37 milioni di euro. Tra gli interventi c’è il bando Lazio Terra Cinema, la cui dotazione è cresciuta da un milione a 1,8 milioni di euro. I festival vengono considerati uno strumento importante non soltanto per sostenere la cultura cinematografica, ma anche per promuovere l’immagine del territorio.
Particolarmente significativa è poi la misura “Luci del Varietà”, finanziata con 2,7 milioni di euro del Fondo Sociale Europeo. L’iniziativa sarà rivolta ai ragazzi tra i 16 e i 18 anni e coinvolgerà scuole, enti di formazione, imprese e associazioni del settore. L’obiettivo è avvicinare i giovani al mondo dell’audiovisivo facendogli conoscere le numerose professioni che compongono una produzione cinematografica. Una prospettiva che punta a collegare sempre di più cinema, formazione e sviluppo locale.
La politica di integrazione va anche oltre il cinema. Giuntarelli ha annunciato per ottobre la Fiera delle Eccellenze del Turismo del Lazio, con il coinvolgimento di circa 50 buyer internazionali. L’iniziativa sarà l’occasione per mettere in contatto gli operatori turistici del Lazio con interlocutori internazionali e sarà accompagnata da una cena di gala a Cinecittà. Anche la scelta della location diventa così un messaggio: cinema e turismo possono essere parti della stessa strategia di promozione territoriale.
Il cinema, è stato sottolineato, può diventare un moltiplicatore delle opportunità economiche e turistiche del Lazio, contribuendo a rafforzare un modello che punta sulla capacità produttiva e sull’attrattività del territorio.