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‘The Greatest’, la serie Prime Video su Cassius Clay e la Roma dei gladiatori

29-09-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 10 minuti

Sulla figura di Muhammad Ali sono stati girati innumerevoli film, documentari e persino una serie animata; a dieci anni dalla sua scomparsa anche Prime Video sceglie di dedicargli ora una serie Tv che però esplora negli anni giovanili della sua carriera per arrivare a cogliere l’aspetto più umano del campione di pugilato, filantropo e icona mondiale. The Greatest è la serie biografica scripted in otto episodi, disponibile dal 4 ottobre su Prime Video, creata, scritta e diretta da Ben Watkins, con Jaalen Best nei panni di Cassius Clay/Muhammad Ali. La serie, prodotta, tra gli altri, da Michael B. Jordan e dalla stessa moglie di Ali, Lonnie Ali, è ambientata negli Stati Uniti, ma trova un inizio dirompente e simbolico proprio a Roma durante le Olimpiadi del 1960.

The Greatest

Nel 1960 Cassius Marcellus Clay Jr. ha solo 18 anni, ma già mostra di avere la stoffa del campione. Alle Olimpiadi di Roma conquista l’oro nei pesi mediomassimi e da quel momento comincia una carriera in ascesa nel pugilato, ma anche un percorso che lo porta sempre più verso una consapevolezza umana dei grandi diritti civili per cui i neri devono ancora duramente lottare negli Stati Uniti. A Louisville, nel Kentucky, dove è nato e cresciuto, è ancora un figlio e un fratello, alle prese con il razzismo e le responsabilità familiari, ma la sua ambizione è di diventare il più grande pugile al mondo. Mentre Cassius insegue il titolo mondiale dei pesi massimi, però le sue ambizioni lo conducono verso nuove esperienze e amicizie, che lo portano a porsi interrogativi profondi sulla propria identità, sulla fede e soprattutto sulla condizione di marginalizzazione e discriminazione in cui i neri sono ancora costretti a vivere.

The Gratest sceglie di seguire la storia di Cassius Clay prima che diventasse Muhammad Ali, in quegli anni, dal 1960 al 1964, che lo condussero al successo, ma che al tempo stesso cominciarono a formare anche da un punto di vista umano la sua coscienza come campione mondiale nero. “Quando ho deciso di raccontare questa storia, sapevo che doveva essere qualcosa di diverso, perché stiamo parlando di una delle persone più conosciute della storia. Mi sono chiesto che cosa avrei potuto fare di nuovo. Doveva essere una serie capace di tirare indietro il sipario e mostrarci qualcosa di molto più intimo. E questo è stato possibile anche grazie alla scelta di raccontare la prima parte della sua vita”, ha spiegato il regista e showrunner Ben Watkins.

Cassius Clay prima del mito Muhammad Ali

Prima di diventare un mito non solo sportivo ma anche della storia, Cassius Clay era un figlio, un fratello e un giovane ragazzo cresciuto nella periferia marginalizzata dei neri di Louisville. Ed è esattamente da qui che la serie The Greatest prende le mosse, non senza però lasciar percepire il germe anche dell’altra grande vocazione umana del pugile che sfruttò la sua immagine per rivendicare i diritti dei neri d’America.

Famiglia, razzismo, ambizioni, fede, rapporti sentimentali, amicizie, conflitti con il padre, rapporti con parenti, amici e personaggi illustri: sono gli elementi che nella serie costruiscono via via l’immagine del campione e della storia che lo caratterizzerà quando nel 1964, conquistato l’ambito titolo mondiale, comincerà a chiamarsi con il nome di Muhammad Ali. Ma per offrire da subito la forma della narrazione che la serie intende prendere, Ben Watkins sceglie di far cominciare il suo racconto proprio nella Roma degli anni ’60 ancora così straordinariamente carica di una Storia emblematica.

La Roma di The Greatest

Il primo episodio della serie The Greatest comincia dunque proprio a Roma nel 1960, durante la prima gloriosa parentesi della sua futura importante carriera, quando un giovane Cassius scopre una realtà ben diversa da quella in cui ha vissuto fino ad allora negli Stati Uniti. Il pugile con la sua medaglia d’oro al collo visita insieme alla sua delegazione le rovine del Colosseo e ascolta la storia di un luogo carico di significato umano, oltre che storico e artistico.

“Quando abbiamo iniziato a scrivere la prima sceneggiatura abbiamo subito pensato che Cassius aveva vinto la medaglia d'oro a Roma, nel luogo in cui sorge il Colosseo. Se pensi al Colosseo la prima immagine che sorge è quella dei gladiatori e l'idea che il più grande pugile di tutti i tempi abbia iniziato il proprio percorso in quello che fu il luogo per eccellenza dei gladiatori era, secondo me, davvero, importante”, spiega il regista.

Dunque, attraverso il passaggio delle prime scene nel Colosseo, si fa da subito forte sul piano narrativo il rimando all’idea di una lotta eterna, anche feroce e violenta, per la salvezza e la libertà. “Ho pensato che forse in questo luogo il giovane Cassius Clay avrebbe potuto percepire l'eredità dei gladiatori, ma anche quel fortissimo senso di grandezza e di eternità che si prova a Roma. Volevo usare tutto questo per lanciare la serie”, sottolinea Watkins.

Roma in questo primo fondamentale inizio della serie, però non è solo custode e foriera delle antiche memorie della storia imperiale, in un significativo parallelismo tra gladiatori e pugili, ma è anche il luogo in cui simbolicamente il senso della sua storia rinascimentale e barocca, con le sue chiese e le strade dei suoi borghi, si ricongiunge ad un presente umanamente più accettabile e maturo. Cassius percorre infatti anche i vicoli del Rione Monti dove seduto ai tavolini di un bar con altri atleti scopre che esiste un mondo in cui il colore della sua pelle non fa alcuna differenza e non è causa di discriminazione.

Jaalen Best - The Greatest
Jaalen Best - The Greatest

“Per un ragazzo cresciuto in una società segregata, il vedere così tante etnie e persone provenienti da contesti diversi mescolarsi e stare insieme gli aprì gli occhi sulle possibilità. Una volta che hai visto una cosa del genere, non puoi più tornare indietro. Quindi la domanda diventa: adesso che ha aperto gli occhi, cosa succederà quando tornerà a casa? Inizierà a combattere per una cultura e una società che possano riflettere quel tipo di armonia? Roma e il contesto delle Olimpiadi per lui erano state un esempio di questo, in cui culture provenienti da tutto il mondo si riuniscono nello stesso luogo per la stessa ragione, anche se soltanto per un mese. Questo è il motivo per cui Roma gli cambiò la vita”, spiega Watkins.

Di ritorno a Louisville Cassius racconterà anche a suo fratello Rudy di essere stato a messa in una delle chiese più riccamente decorate della città e di aver partecipato alla funzione insieme ai bianchi, mescolandosi a loro seduto tra i banchi senza distinzione di colore.

“Quando vieni a Roma, in realtà tutta l'Italia, ma a Roma in particolare, ti rendi conto di quanto siano permanenti i suoi monumenti. Parlano delle persone che li hanno costruiti e puoi provare ancora lo stesso senso di meraviglia e fascinazione – racconta ancora il regista e sceneggiatore - Ho pensato che fosse una cosa davvero bella. Roma è anche il luogo in cui Cassius si presentò al mondo. Tutti nel Kentucky sapevano chi fosse Cassius Clay, ma furono le Olimpiadi di Roma del 1960 a farlo conoscere al resto del mondo. Ho pensato quindi che fosse quasi perfetto per il modo in cui volevamo iniziare questa storia. Una delle prime stelle ad allinearsi nel processo di produzione della serie è stata proprio questa: la carriera di quest'uomo è iniziata a Roma”.

La prima serie girata nel Colosseo

C’è poi un dettaglio in The Greatest di cui Ben Watkins va particolarmente fiero: “The Greatest è la prima serie televisiva ad aver mai girato all'interno del Colosseo. E questa è una testimonianza del fatto che le persone qui a Roma hanno compreso l'importanza di questa storia. Abbiamo chiesto loro: ‘Perché noi? Perché siamo i primi?’. E ci hanno risposto: ‘Primo, perché Cassius Clay fa parte anche della nostra storia. Non è soltanto la vostra storia. E secondo, per ciò che Muhammad Ali rappresenta per il mondo'”.

Jaalen Best - The Greatest
Jaalen Best - The Greatest

A proposito della scena in cui Jaalen Best, straordinariamente somigliante al personaggio del giovane Cassius Clay che interpreta, siede in un bar del Rione Monti e poi si lascia omaggiare da un altro atleta che lo mette su un podio improvvisato e gli solleva il braccio in segno di vittoria, Watkins rivela un altro dettaglio. Durante le Olimpiadi del ’60 si dice che Clay ebbe modo di incontrare anche Livio Berruti, medaglia d'oro nei 200 metri piani: “Per me quell'atleta è proprio Berruti”, ci tiene a ricordare il regista.

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