Papa Francesco lo ha consacrato primo magistrato beato della storia, Rosario Livatino ebbe un ruolo fondamentale nella lotta alla mafia sul finire degli degli anni '80. Il regista Michele Placido ha colto l'importanza della figura di Livatino e ne ha voluto realizzare una serie Tv che vede Giuseppe De Domenico protagonista nei panni del giovane giudice Livatino affiancato da Leonardo Maltese in quelli del suo carnefice. La miniserie tv in 2 serate da 4 episodi sarà disponibile prossimamente in prima visione su Rai 1 e Rai Play.
Negli anni Ottanta, nell’agrigentino, si incrociano i destini del magistrato Rosario Livatino e di un gruppo di giovani stiddari, cresciuti nella povertà e attratti dalla criminalità come via di riscatto. Livatino combatte il potere mafioso colpendone patrimoni, interessi economici e radicamento nel territorio, mentre gli stiddari avanzano nella provincia conquistando spazio e consenso. In un chiasmo narrativo che oppone legge e violenza, giustizia e sopraffazione, i due percorsi si avvicinano fino al 21 settembre 1990, quando un commando della Stidda uccide il magistrato. La sua testimonianza di giustizia e fede lo renderà un simbolo della lotta alla mafia e il primo magistrato della storia a essere proclamato beato dalla Chiesa cattolica.
"Sulla scia del grande cinema civile di Francesco Rosi, il film indaga da una parte la vita di Rosario, dall’altra quella dei suoi assassini", dice Michele Placido.
La serie Livatino - Il giudice e i suoi assassini si concentra sugli ultimi due anni di vita del magistrato. Da Falcone e Borsellino, con cui il giovane giudice colaborò, a Papa Francesco la figura di Livatino ha lasciato un segno importante nella lotta alla mafia. Placido racconta i due volti della sua storia: da un lato quello più luminoso del giudice impegnato in una battaglia umana e morale oltre che giuridica, "uomo dai modi d’altri tempi, ma con un profilo oggi più che mai modernissimo, incarna il bene"; dall'altro quello dei suoi assassini, più buio attraverso la descrizione della vita "dei mafiosi di Cosa Nostra e degli stiddari agrigentini, braccio violento di una mafia emergente".
I due volti sono distinti e separati anche da una rappresentazione geografica che vede da un lato la Agrigento di Livatino, dall'altro Palma di Montechiaro, nella provincia, che ospita il lato criminale della storia. Dalla Valle dei Templi, attraverso palazzi ed edifici storici fino al mare, Agrigento è rappresentata con toni caldi e color sabbia che, come in un ampio respiro, sembrano anelare alla libertà. Più torrida è invece la campagna della provicia su cui domina la chiesa madre di Maria Santissima del Rosario di Palma di Montechiaro.
Livatino - Il giudice e i suoi assassini è prodotta da Rai Fiction, Goldenart Production e Rai Com.