È una Pilar Fogliati del tutto inedita quella che emerge nel nuovo film scritto e diretto da Francesco Bruni, Il profilo dell’altra, presentato alla XXI Festa del Cinema di Roma. liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Irene Graziosi (pubblicato in Italia da Edizioni E/O), il film vede protagoniste una Fogliati insolitamente livida e scostante e una leziosa Ginevra Francesconi in un legame che le trascina tra Milano, Roma e Parigi.
“Questa storia da una parte la sentivo vicina, perché propone un confronto fra due personaggi, ‘la strana coppia’ per intenderci, un genere che io ho praticato con soddisfazione sia in Scialla che in Tutto quello che vuoi, quindi sentivo di andare su un terreno conosciuto. Dall’altra mi ha portato in un terreno del tutto ignoto per me, che è Milano e che è il femminile. Io non sono mai uscito dal GRA nei miei film, stavolta l'ho fatto. Soprattutto però mi ha colpito molto il fatto che Irene Graziosi non desse nessun giudizio, non si schierasse né da una parte né dall'altra, e che volesse bene in ugual misura a tutte e due questi personaggi, in modo che la storia non risultasse in alcun modo manichea o banale”, ha detto Francesco Bruni alla presentazione del film a Roma.
Antonia (Pilar Fogliati) è una scrittrice trentenne disillusa. Dopo il successo del suo primo romanzo si è chiusa al mondo creativo della scrittura, accontentandosi di fare la cameriera in un bar a Milano. Cecilia (Ginevra Francesconi) pare il suo opposto. Diciottenne della Milano-bene, studia al liceo, ma soprattutto fa la content creator. Ha milioni di follower, ma ha bisogno di una persona che la guidi nella comunicazione dei suoi contenuti. Sua nonna, elegante e severa che la segue nella sua ascesa sui social, sceglie di affiancarle Antonia e Cecilia ne è da subito entusiasta. Le due svilupperanno una relazione profonda, conflittuale eppure simbiotica, che le cambierà entrambe radicalmente.
Sono soprattutto città glamour quelle che le due donne attraversano nella costruzione della loro relazione. Milano, Roma e Parigi ne Il profilo dell'altra sono rappresentate soprattutto attraverso gli eventi che un passo dopo l’altro uniscono le due donne e cementano la loro relazione. I social sono l’innesco, rappresentano la distanza che le separa e al tempo stesso il pretesto che le tiene legate, e creano un filo tra due mondi opposti: da un lato quello più artificioso, elogio della superficialità e vetrina fasulla su una realtà falsata; dall’altro quello che offre l'occasione per mettere in luce il talento e i contenuti dove veramente risiedono. Sono gli stessi opposti che dividono le due protagoniste con i loro colori: intellettuale disincantata, dal volto grigio e segnato dal dolore Antonia; adolescente estroversa, trasognata e rosea Cecilia.
“Qui mi sono addentrato in un campo per me quasi inesplorato: innanzitutto allontanandomi da Roma, territorio che è sempre stato il cuore dei miei racconti; ma anche affrontando un tema che sento attuale ed urgente: la rappresentazione di sé - di noi - a cui ci induce il mondo dei social e della rete in genere; che, se da un lato rappresenta una vetrina ed un’opportunità di mettersi in luce, dall’altro ci costringe a una rappresentazione fasulla, artificiosa, sia dei nostri successi che delle nostre difficoltà. Artisticamente, il film “chiama” un’attenzione quasi esclusiva sulle due protagoniste, ma è importante anche il contesto: il glamour”, spiega ancora Bruni.
È interessante che dopo aver mostrato Milano, Roma e Parigi nel loro aspetto più patinato e falsamente scintillante, il vero detonatore nella relazione tra Antonia e Cicilia si svolga in un luogo più selvaggio, che fa della ricerca della libertà disinvolta e sfrenata il suo fine primario. Una volta infatti superato con successo l’esame di maturità, Cecilia fa un’ultima richiesta ad Antonia: la invita a partecipare con lei ad un rave che si svolge in prossimità delle terme nella Tuscia. Qui la loro relazione si svela, i fragili equilibri saltano e le strade delle due donne, che si sono infine rivelate nella loro intimità più profonda, si separano.
Il profilo dell’altra è prodotto da Palomar (a Mediawan company) e Vision Distribution in collaborazione con Sky. I produttori del film sono Carlo Degli Esposti, Nicola Serra e Marco Grifoni. L'opera è stata realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo e arriverà prossimamente nelle sale con Vision Distribution.