Vita mia è ambientato in un piccolo paesino della Puglia, nella finzione chiamato Salete. Nella realtà la località è Depressa, in provincia di Lecce. È il paese che ha ospitato la famiglia del regista di origini aristocratiche e proprietaria del castello che lo domina. Edoardo Winspeare è infatti figlio di un barone italiano e di una principessa del Liechtenstein ed è lui stesso cresciuto nel palazzo nobiliare della sua famiglia nel Salento. Quello stesso palazzo è stato utilizzato nel film come dimora della duchessa Didi protagonista. Vita mia è stato girato anche a Sternatia, Tricase e Santa Maria di Leuca, sempre in provincia di Lecce.
Le scene della storia ambientate in Transilvania sono state invece girate a Brasov nell'attuale Romania.
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Le scene della storia ambientate in Transilvania sono state invece girate a Brasov nell'attuale Romania.
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Stemal Entertainment, Saietta Film, Rai Cinema
Didi, anziana duchessa transilvana trapiantata in un paese del Salento, vive con orgoglio un presente segnato dall’età e da precarietà economica. Quando è costretta ad assumere un’aiutante, entra in casa sua Vita, donna salentina di origini popolari e carattere deciso. All’inizio le divide tutto: abitudini, lingua, politica, l’idea stessa di dignità. Ma nella routine della cura i rituali aristocratici di Didi e la concretezza di Vita smettono di essere ostacoli e diventano terreno di scambio, rispetto e complicità.
Il passato, tuttavia, non rimane in silenzio. Didi deve tornare in Transilvania per il processo di beatificazione del padre e, contro il parere dei figli, sceglie di affrontare il viaggio con Vita. Nella dimora di famiglia e tra parenti rimasti immobili nel tempo riaffiorano ferite legate alla guerra, al nazismo, alla Shoah e al peso di essere sopravvissuti. In questo confronto tra memoria privata e Storia europea, la presenza lucida e tenace di Vita aiuta Didi a dare un senso ai propri fantasmi e ad aprirsi a un’ultima, inattesa serenità.