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‘I Cesaroni- Il ritorno’, un’anima romana per un racconto italiano

10-04-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 5 minuti

Nella realtà sono passati quasi dodici anni, nel racconto dieci, ma I Cesaroni – Il ritorno non li sente, o meglio, tante cose sono cambiate ma la sostanza resta la stessa, compresa quell’anima romana impressa dalla forte identità della Garbatella che si sposa bene però con un vissuto tutto italiano. La settima stagione dell’amata serie torna su Canale 5 e trova sempre più al timone, tanto nella storia quanto nella serie, Claudio Amendola, questa volta non solo capofamiglia protagonista ma anche regista.

I Cesaroni – Il ritorno

Dopo dieci anni, Giulio Cesaroni (Claudio Amendola) si dedica ancora alla sua famiglia allargata e all’amata bottiglieria. Ci sono con lui gli amici storici come Stefania (Elda Alvigini) e Walter Masetti (Ludovico Fremont), il quale ora lavora come cameriere nella. Mentre la casa ospita: Rudi (Niccolò Centioni), Mimmo (Federico Russo) e Marco (Matteo Branciamore), che convive con la nuova compagna Virginia (Marta Filippi); Adriano (Pietro Serpi), il figlio di Marco e Virginia, e Marta (Valentina Bivona), figlia di Marco ed Eva, appena arrivata da New York. Nonostante tutto sembri andare bene, c’è un problema: la bottiglieria storica è in crisi finanziaria e rischia di essere venduta all’asta, anche a causa delle manovre nascoste del fratello di Giulio, Augusto (Maurizio Mattioli). Alla folta banda dei Cesaroni si aggiungono anche Carlo (Ricky Memphis), padre di Virginia e suocero di Marco, un uomo forte e fuori dagli schemi, e Livia (Lucia Ocone), un personaggio eccentrico che aiuterà la famiglia a salvare la bottiglieria, e poi Olmo (Andrea Arru), un ragazzo neuro divergente, con sua madre Ines (Chiara Mastalli) con cui Mimmo avrà una complicata relazione.

Un cast ricco che, come nelle intenzioni della serie stessa, mantiene vivo lo spirito dei Cesaroni di un tempo e insieme si rinnova per affacciarsi ad una nuova epoca. Ed era esattamente questa l’impostazione con Claudio Amendola, dopo anni sospesi tra l’incertezza e il desiderio di riprendere in mano il suo personaggio con tutto il suo importante bagaglio, ha deciso di intraprendere il nuovo progetto della settima stagione.

“Quello che mi premeva di più era non tradire l’anima dei Cesaroni, quell’anima pura, unita, scalcagnata. I Cesaroni secondo me sono un prodotto semplice, facile, che arriva diretto a chi guarda senza il bisogno di dimostrare di essere un bravo regista. C’è invece bisogno di riuscire a comunicare quei sentimenti che conoscevo molto bene. È chiaro che ci ritroviamo con una società un po’ cambiata, ma I Cesaroni dovevano restare abbastanza simili a loro stessi. Abbiamo mantenuto quel modo di essere, quel modo di affrontare la vita, quella voglia di affrontare dei sentimenti eterni che in quella famiglia sono ancora rimasti”, spiega Amendola.

E l’identità più forte dei Cesaroni, oltre all’aspetto emotivo, è data anche dai luoghi, in particolare quel quartiere, la Garbatella a Roma, che la famiglia non solo abita, ma incarna. Il mondo, la città cambia, ma quei lotti che circondano la famiglia Cesaroni sembrano custodire un’anima autentica rimasta invariata. La storica bottiglieria purtroppo non è più al passo con i tempi, ma la nuova stagione trova il modo di rinnovarla e di farla restare il cuore della serie.

I dodici episodi della serie restano quindi principalmente ambientati alla Garbatella, vero personaggio vivo della storia pure sul set, ma le riprese hanno avuto luogo anche al Pigneto, Fregene, Fiumicino, al Lago di Martignano e a Manziana. Gli interni di casa Cesaroni e della Bottiglieria invece sono stati ricostruiti presso il Teatro 7 e il Teatro 6 dei Videa Studios. Eppure, nonstante la forte identità romana, I Cesaroni resta una serie che, secondo Amendola, da Sud a Nord sul piano delle emozioni riesce ad unire l'iatlia intera 

I Cesaroni – Il ritorno va in onda dal 13 aprile in prima serata su Canale 5. La settima stagione è una coproduzione RTI-Publispei, prodotta da Verdiana Bixio e scritta da Giulio Calvani, Federico Favot e Francesca Primavera.

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