Le rocce rosse sono parte della scogliera di Saint-Raphaël, nel Massiccio dell'Estérel, un antico promontorio vulcanico a picco sul mare, e sono protagoniste, insieme ad un gruppo di bambini deliziosamente inarrestabili, del film Les Roches Rouges (Le rocce rosse) di Bruno Dumont presentato alla Quinzaine des Cinéastes del 79° Festival di Cannes.
In una calda estate della Costa Azzurra, due bande di bambini giocano a sfidarsi in gare di tuffi dalle rosse scogliere di Saint-Raphaël. Geo ha poco più di 5 anni, ma sente di dover dimostrare più coraggio di tutti per conquistare Eve, la bionda bambina dell’altro gruppo. Tra viaggi in moto e macchinette elettriche, i bambini trascorrono le loro giornate sulla spiaggi ai piedi dell’alto Ponte della ferrovia di Calanque D’Anthéor. Tra Geo ed Eve nasce una tenera amicizia che li porterà a compiere anche un piccolo viaggio verso la vicina Ventimiglia, ma che sarà anche causa di un conflitto tra le due piccole bande.
Con una sensibilità straordinaria e un’immaginazione fervida il regista Dumont confeziona un racconto che è a metà tra finzione e documentario, in cui protagonisti sono bimbi davvero piccoli ma che, senza perdere la fresca tenerezza e ingenuità dell’infanzia, vivono liberi e spensierati lontani dall’intervento degli adulti nelle loro giornate.
La sensazione che Les Roches Rouges (Le rocce rosse) conferisce allo spettatore è di una estrema libertà, unita a candore e stupore. Nel film i dialoghi sono ridotti all’essenziale perché sono i volti e i gesti dei bambini e il paesaggio spettacolare a raccontare la trama di una storia semplice, delicata eppure coinvolgente.
Le rocce rosse, appunto, il mare profondo color zaffiro, quell’altissimo ponte che sovrasta i bambini attraversato da treni che portano chissà dove: sono gli elementi strutturali protagonisti della storia del film. Suggestioni paesaggistiche e simboliche che influenzano l’agire dei piccoli personaggi nella storia e che trasmettono un’atmosfera mista tra fascino e mistero, così come deve apparire la vita stessa agli occhi di un bambino.
Girato tra la Francia e il Friuli Venezia Giulia, con il contributo della Friuli Venezia Giulia Film Commission – PromoTurismoFVG, Les Roches Rouge (Le rocce rosse) porta avanti il discorso di Bruno Dumont sull’esplorazione dell’infanzia. Il film è prodotto da Nightswim, società guidata da Ines Vasiljevic, produttrice di esperienza internazionale, e dallo sceneggiatore e regista Stefano Sardo, autore della trilogia 1992-1994, Il ragazzo invisibile e L’arte della Gioia.
"Affrontare un progetto di questa portata ha significato confrontarsi con un metodo creativo estremamente libero e al contempo rigoroso – ha dichiarato la produttrice Ines Vasiljevic - Abbiamo adottato una struttura produttiva agile e locale, capace di adattarsi alla visione del regista senza rinunciare a un forte legame con le professionalità e le maestranze locali. Un equilibrio che riteniamo fondamentale per il cinema indipendente contemporaneo".