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30 anni di ‘Un posto al sole’, l’altra Napoli della serie celebra il suo compleanno a Riccione

10-07-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 6 minuti

RICCIONE – A oggi sono 6990 gli episodi che la serie più popolare e longeva d’Italia ha realizzato in 30 anni esatti di vita; Un posto al sole celebra all’Italian Global Series 2026 il suo compleanno come si fa nelle feste di famiglia: tutti insieme, pubblico e cast, a guardare e commentare con allegria l’episodio del giorno, cantando con passione la sigla ormai storica. Patrizio Rispo, Daniela Ioia, Fiorenzo Madonna, Imma Pirone, Luigi Miele, Antonella Prisco, Marina Tagliaferri e Luigi Di Fiore sono i protagonisti che hanno festeggiato il trentennale sul palco a Riccione insieme a Michela Giraud, una delle fan più sfegatate della serie. Insieme hanno ricordato e raccontato la Napoli di Un posto al sole dall’identità verace, meno nota sul grande e piccolo schermo, ma vicina alla realtà contemporanea dell’Italia intera.

Episodi brevi e dal ritmo incalzante da oltre 30 anni raccontano su Rai 3 personaggi così vicini alla vita reale da essere diventati per gli spettatori quasi una sorta di parenti stretti. In Un posto al sole confluiscono fatti, vicissitudini, difficoltà, gioie e cambiamenti, drammi e soddisfazioni tanto della cronaca contemporanea quanto della vita reale quotidiana che rendono la serie quasi un organismo che vive insieme ai suoi personaggi e spettatori.

Grandi nomi per una Napli tutta da riscoprire in Un posto al sole

Autori noti, come Gabriele Muccino, Costanza Quatriglio, Francesca Comencini, Stefano Sollima e Giovanni Minoli, e interpreti divenuti famosi, come Luisa Ranieri e Serena Rossi, sono passati per Un posto al sole e sono migliaia i nomi dei professionisti che si sono susseguiti sul set della serie. Ma la protagonista assoluta e indiscussa dall’inizio a oggi rimane Napoli, che con la sua forte identità ha saputo caratterizzare il racconto anche meglio dell’originale serie australiana che trent’anni fa diede l’idea per questo soggetto.

Il successo di questa serie è Napoli – ha detto a Riccione Patrizio Rispo, Raffaele nella serie - Tante serie hanno provato a raccontarla, perché quello di Napoli è un brand che arriva anche a cinesi, giapponesi e americani. Ma Un posto al sole racconta un’altra Napoli, poco rappresentata e meno conosciuta dal turismo”.

Palazzo Palladini, la residenza storica dei personaggi della serie che dalla collina partenopea di Posillipo osserva il golfo di Napoli e il Vesuvio, è sempre il centro nevralgico delle storie e dei tanti personaggi di una serie, che sa però anche raccontare i vari luoghi di una città in continua evoluzione. "Noi raccontiamo la storia di Palazzo Palladini – dice Daniela Ioia, Rosa nella serie - però da tre, quattro anni circa, da quando è subentrato il mio personaggio, ci siamo anche spostati su Napoli centro. E stiamo anche un po' sdoganando quella zona da tanti luoghi comuni e pregiudizi”.

In Un posto al sole c’è il golfo di Napoli che avvolge le storie, c’è Castel dell’Ovo che le osserva, ci sono il Chiostro di Sant’Andrea e il Duomo, si passa da Piazza del Plebiscito, da Pizza del Gesù e dalla immancabile Galleria Umberto I e non mancano i panorami del Belvedere. E poi ci sono luoghi che, sebbene inventati, sembrano più reali del bar sotto casa, come il Caffè Vulcano amato da Giraud, “unico bar di tutta Napoli che è in grado di vendere le uova di Pasqua a giugno”.

"Rimane così, Un posto al sole, che non te la prendi se ti molliamo per una settimana, tanto appena ci sediamo davanti al divano capiamo tutto: che Raffaele non se ne andrà mai, che Marina indosserà sempre i suoi tailleur e che Palazzo Palladini rimarrà la nostra unica grande certezza”, dice Michela Giraud nella sua accorata dedica alla serie.

La Napoli ottimista e solare di Un posto al sole

"Dal punto di vista drammaturgico, teatrale e letterario si è sempre preferito raccontare una certa Napoli. Anche i turisti arrivano a Napoli e vanno sempre negli stessi posti; quando scoprono che esiste un'altra Napoli sono quasi sorpresi – dice ancora Patrizio Rispo - Questo è uno dei grandi meriti di Un posto al sole: aver restituito anche un'altra immagine della città. C'è l'eccellenza di matematici, filosofi, ingegneri, medici, una Napoli che non viene raccontata e che non è conosciuta dal turismo. Noi abbiamo provato a continuare a parlarne. È una Napoli ottimista e solare quella che raccontiamo”.

Una Napoli che si fa simbolo di tanti luoghi d’Italia senza perdere la sua forte identità culturale e sociale e temi vicini alla vita quotidiana di tutti gli italiani, in continua evoluzione e fortemente legati alla contemporaneità e ai suoi temi sono gli elementi che riescono ancora oggi a tenere agganciato il pubblico alle storie di Un posto al sole da oltre 30 anni creando persino un legame affettivo tra personaggi e spettatori.

Un affetto e una gioia che alla serata di celebrazione della serie all'Italian Global Series erano assolutamente palpabili. “Siamo cresciuti tutti insieme a Un posto al sole – dice Luigi Fiore, nella serie il medico Luca - La serie accompagna gli spettatori giorno dopo giorno nella loro crescita, anche dal punto di vista umano”.

 

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