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Calabria: 115 opere sostenute in 5 anni, oltre 23 mln la ricaduta sul territorio

09-09-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 5 minuti

VENEZIA - La Calabria non vuole più essere soltanto una terra di location suggestive, ma un vero e proprio polo produttivo per il cinema e l’audiovisivo. È questo il messaggio emerso dall’incontro dedicato alla Calabria Film Commission all’Italian Pavilion a Venezia, durante il quale sono stati illustrati risultati, investimenti e nuove strategie per consolidare la filiera regionale. “Oggi raccontiamo una Calabria che si muove, progetta e si afferma con forza, diventando non più soltanto una scoperta geografica o un insieme di splendide location, ma un vero e proprio hub industriale per il cinema e la serialità televisiva”, ha sottolineato in apertura il presidente della Calabria Film Commission Anton Giulio Grande.

Un percorso sviluppato insieme alla Regione Calabria e sostenuto attraverso bandi, incentivi, semplificazione logistica e interventi sulla formazione. L’obiettivo è attrarre produzioni nazionali e internazionali, ma anche fare in modo che una quota sempre maggiore del lavoro rimanga sul territorio.

I numeri della crescita

A illustrare i risultati è stato il direttore generale Giampaolo Calabrese, che ha fatto il punto sull’utilizzo dei fondi PAC e FESR destinati all’audiovisivo. Negli ultimi 5 anni sono state 115 le opere sostenute, tra lungometraggi, fiction, documentari, cortometraggi e format televisivi e web. Nell’ultimo quadriennio gli investimenti hanno raggiunto mediamente circa 4,5 milioni di euro l’anno, per una spesa complessiva superiore ai 16 milioni di euro. La ricaduta sull’economia regionale è stata quantificata in circa 23,5 milioni di euro: “Ogni 10 euro spesi da noi si sono trasformati in 14,50 euro spesi sul territorio”.

Anche la permanenza delle troupe è aumentata. Il 61% delle giornate di lavorazione delle produzioni sostenute si svolge oggi in Calabria, mentre il 47% delle maestranze, circa 2.500 su 5.000, è costituito da professionisti locali. “Il nostro obiettivo è alzare ulteriormente questa percentuale”, ha spiegato Calabrese, collegando questo risultato agli investimenti sulla formazione e alla necessità di riportare in regione professionalità che negli anni hanno lasciato la Calabria.

Un esempio è rappresentato dai 57 giovani formati a Lamezia, molti dei quali sono oggi regolarmente impiegati sui set.

Formazione e nuove professionalità

La formazione è anche al centro della collaborazione con Anica Academy, che dopo i corsi dedicati all’ispettorato di produzione e alla produzione per il cinema e l’audiovisivo propone ora un percorso dedicato alla sartoria e ai costumi. A presentarlo è stato Sergio Del Prete, direttore di Anica Academy, che ha evidenziato la necessità di completare la filiera intervenendo sulle maestranze artistiche. Il corso, gratuito, partirà il 28 settembre e unirà lezioni teoriche e attività pratiche, con masterclass di professionisti del settore, approfondimenti sulla storia del costume e visite presso importanti sartorie cinematografiche italiane. Le iscrizioni sono aperte fino al 18 settembre.

È prevista inoltre la realizzazione di una sartoria cinematografica permanente a Lamezia Terme, destinata a rimanere a disposizione delle future produzioni.

Cambiare il racconto stereotipato della Calabria

La Film Commission sta investendo anche sulla scrittura, attraverso borse di studio e percorsi dedicati alla sceneggiatura. La finalità è contribuire a superare la rappresentazione stereotipata della regione, spesso legata esclusivamente a mafia e ’ndrangheta. “Il tema è evitare che noi siamo la terra dello stereotipo culturale”, ha spiegato Calabrese, sottolineando la necessità di costruire una narrazione più ampia e contemporanea della regione.

La varietà del territorio rappresenta in questo senso una risorsa decisiva. Dalle città ai borghi, fino alle aree interne, la Film Commission lavora su un «set diffuso», valorizzando le diverse identità regionali. Particolarmente significativa è la Sila, che grazie ai suoi paesaggi può prestarsi a ricreare ambientazioni internazionali, dal Canada al Nord America, con costi competitivi per le produzioni.

Il caso 'Sandokan': gli effetti sul territorio

Il caso più emblematico è quello di Sandokan, la serie Lux Vide per la quale la Calabria ha ospitato quasi il 70% delle riprese. A Lamezia Terme è stato realizzato un grande backlot di circa 16-20 mila metri quadrati, a pochi chilometri dall’aeroporto, dove sono state ricostruite diverse ambientazioni della serie.

La produzione ha generato un indotto significativo: 56 maestranze calabresi, 700 figurazioni, 43 aziende locali, 5.000 pasti, 4.000 pernottamenti e otto località coinvolte in quattro province. Sono state attivate anche realtà apparentemente lontane dal mondo del cinema: vivai, imprese di movimento terra, aziende del legno e l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Anche dopo le riprese il progetto ha continuato a produrre effetti. Nell’area del set è stata allestita una mostra dedicata a Sandokan, che ha registrato 14 mila visitatori, tra cui 4 mila studenti e 1.100 persone provenienti da fuori regione.

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