Assegnato ex aequo a titoli che parlano italiano il Premio del Pubblico Terna della 21a edizione della Festa del Cinema di Roma che va a Mustang di Kasia Smutniak, coprodotto da Fandango e Luce Cinecittà, e Congo Boy di Rafiki Fariala, opera prima autobiografica del musicista Rafiki-RH20, una coproduzione minoritaria italiana prodotta da Makongo Films, Karta Film, Unité, Kiripifilms in collaborazione con Rai Cinema. Il premio è stato assegnato dagli spettatori che hanno espresso il proprio voto tra i titoli del Concorso Progressive Cinema al termine della proiezione ufficiale e della prima replica di un film, attraverso un QR Code posizionato all'uscita della sala.
Al film di Rafiki Fariala Congo Boy va pure il riconoscimento per la Miglior regia, uno dei principali premi ufficiali assegnati dalla Giuria, che ha decretato come miglior film I See Buildings Fall Like Lightning di Clio Barnard. "Il doppio premio a Congo Boy rappresenta una nuova, importante conferma per un film che continua a distinguersi per la sua forza e vitalità - commenta Paolo Del Brocco, AD di Rai Cinema-. Rafiki Fariala ha dimostrato un talento e una sensibilità non comuni nel trasformare una vicenda profondamente personale in un racconto che arriva al cuore degli spettatori. Credo sia proprio l'autenticità di questa storia, unita all'originalità del suo sguardo, a rendere Congo Boy un film che lascia davvero il segno".
Miglior attore Paolo Pierobon per Brianza, premiato ex aequo insieme ad Anthony Boyle per I See Buildings Fall Like Lightning. "Sono molto onorato di questo premio per un film che viene da una casa di produzione piccolissima - ha detto Pierobon sul palco - Con pochissimi soldi abbiamo lavorato come pazzi. Ringrazio per questo sorprendente riconoscimento e ho deciso di dedicarlo a Marina Rocco grandissima attrice, una delle più grandi in Italia, e al mio grande compagno di scena, Fausto Russo Alesi". Quelli in Brianza, continua Pierobon, "sono esseri umani che ho conosciuto, che conosco e fanno parte di una certa antropologia lombardo-veneta. Possono essere personaggi anche molto empatici, affascinanti ma con un retroterra, un sottoterra di affari e di nero molto losco".
Scelto come film di apertura del Concorso principale, Brianza – diretto da Simone Catania e prodotto dalla torinese Indyca – è stato girato per 5 settimane tra febbraio e marzo 2026 a Torino e in Piemonte, coinvolgendo diverse location del centro città (in primis l’Armeria Majerna di Piazza XVIII Dicembre) oltre a Chivasso, Giaveno, Sant’Ambrogio e Venaria.
"Non ho preparato niente da dire non perché non volevo farlo ma ogni volta che ci provavo mi mettevo a piangere - ha detto Kasia Smutniak sul palco dove ha ricevuto il premio consegnato dall'amico Ferzan Ozpetek -. Questa storia, questo documentario, questo film è stato accolto in questo festival in una maniera incredibile e ho sentito tutto l'amore e sostegno del pubblico. Ho deciso di fare Mustang qualche anno fa, quando come persona e artista mi sono sentita sempre più persa e abbandonata dalla speranza, dal senso di quello che stavo raccontando e facendo. In un momento come questo in cui sembra che tutto abbia perso senso, quello che facciamo noi col cinema diventa fondamentale non solo perché facciamo pensare e sognare le persone, ma perché abbiamo l'enorme responsabilità di portare le emozioni alle persone. Anch'io mi aggrappo ai film che vedo, li porto con me per molto tempo. Ho deciso di raccontare la mia storia non perché è importante ma perché all'interno c'era racchiusa una sorta di speranza nella parte migliore di noi stessi, ed è rappresentata da una piccola scuola ai confini del mondo, dove c'è una comunità un gruppo di bambini che della felicità fanno una scienza". Tutti gli incassi del film andranno a questa comunità, ha aggiunto.
Il film è prodotto da Fandango e da Luce Cinecittà. Manuela Cacciamani, AD di Cinecittà commentando il riconoscimento, dichiara che: “Mustang interpreta straordinariamente la ricerca e la sensibilità editoriale della produzione di Luce Cinecittà. È un film personale, di qualità, di una vera autrice. E attraverso l’esperienza personale racconta un sentimento condiviso, come l’esperienza di perdita e rinascita. E parla di valori collettivi e condivisi: la formazione, la solidarietà reciproca, l’ascolto, la cura del territorio, la genitorialità. È fatto con una passione non comune, per la vita, e per il cinema come arte a servizio della vita. Cinecittà festeggia questo premio della Festa del Cinema, importante e meritato, con Fandango e tutto il comparto produttivo, e soprattutto con Kasia Smutniak, di cui seguiamo il talento dalla sua opera prima. Kasia si conferma non solo l’attrice di valore che ammiriamo, ma un valore come regista. Lunga strada per il suo documentario, e per i documentari di Luce Cinecittà”.
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