Costruito come una corsa senza respiro, Cattiva Strada, opera prima di Davide Angiuli, immerge lo spettatore in una Bari periferica, febbrile e viva, dove l’asfalto diventa metafora di una generazione in cerca di identità. Un film che esplora il bisogno universale di non restare soli, raccontando i compromessi che si accettano pur di appartenere a qualcosa o a qualcuno.
Il film è un coming of age sul delicato percorso di crescita di Donato, un ragazzo quasi diciottenne, schiacciato dalle responsabilità familiari e posto davanti a una scelta cruciale: abbracciare il crimine o provare a costruirsi un futuro diverso, ricercando un senso di appartenenza in una città che sembra volerlo respingere e che è, al tempo stesso, gabbia e rifugio. Il film vuole essere il ritratto intimo e crudo di una generazione in cerca di riscatto, tra il richiamo della famiglia e la seduzione che nasce dal crimine, in una Bari vera, aspra, ma dalla profonda umanità.
Un intenso racconto di formazione dove il senso di appartenenza accompagna il destino e le scelte dei protagonisti.
Costruito come una corsa senza respiro, Cattiva Strada, opera prima di Davide Angiuli, immerge lo spettatore in una Bari periferica, febbrile e viva, dove l’asfalto diventa metafora di una generazione in cerca di identità. Un film che esplora il bisogno universale di non restare soli, raccontando i compromessi che si accettano pur di appartenere a qualcosa o a qualcuno.
Il film è un coming of age sul delicato percorso di crescita di Donato, un ragazzo quasi diciottenne, schiacciato dalle responsabilità familiari e posto davanti a una scelta cruciale: abbracciare il crimine o provare a costruirsi un futuro diverso, ricercando un senso di appartenenza in una città che sembra volerlo respingere e che è, al tempo stesso, gabbia e rifugio. Il film vuole essere il ritratto intimo e crudo di una generazione in cerca di riscatto, tra il richiamo della famiglia e la seduzione che nasce dal crimine, in una Bari vera, aspra, ma dalla profonda umanità.
Un intenso racconto di formazione dove il senso di appartenenza accompagna il destino e le scelte dei protagonisti.
Donato è un ragazzo quasi diciottenne, schiacciato dalle responsabilità familiari e posto davanti a una scelta cruciale: abbracciare il crimine o provare a costruirsi un futuro diverso, ricercando un senso di appartenenza in una città che sembra volerlo respingere e che è, al tempo stesso, gabbia e rifugio. Il film vuole essere il ritratto intimo e crudo di una generazione in cerca di riscatto, tra il richiamo della famiglia e la seduzione che nasce dal crimine, in una Bari vera, aspra, ma dalla profonda umanità.