Don Chisciotte di Fabio Segatori, con la fotografia di Ugo Lo Pinto, vede tra gli interpreti Alessio Boni nei panni del protagonista, Fiorenzo Mattu,che interpreta Sancho Panza, Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri.
La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, come altre location.
I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.
Le riprese si sono svolte tra maggio e giugno 2024. Il primo ciak in Basilicata il 6 maggio ha avuto come scenario le località di Pisticci, Montalbano Jonico, Craco, Borgo Taccone e Genzano di Lucania.
Troupe e cast si sono poi spostati in Calabria dove dal 14 maggio hanno iniziato a girare al Castello di Oriolo per poi proseguire la settimana successiva a Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce e Palazzo Pignatelli, a Piana di Cerchiara (in cui è stato allestito il set della masseria di Don Chisciotte), San Lorenzo Bellizzi.
Parte della scenografia è la ricostruzione di un mulino a vento funzionante alto 12 metri, sul quale Alessio Boni, ripreso con una telecamera, è volato nel cielo a testa in giù. Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, il nemico della Giustizia e della Libertà.
Il prologo e l'epilogo ha ambientazione siciliana, in particolare a Messina, in una chiesa sconsacrata che nel Seicento fungeva da ospedale civico. Qui fu a lungo ricoverato lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes a causa delle gravi ferite rimediate durante la battaglia di Lepanto.
Il film, ispirato al celebre romanzo di Miguel de Cervantes, è prodotto da Paola Columba per Baby Films e si avvale del contributo del Ministero della Cultura, Calabria Film Commission, Lucana Film Commission e Comune di Messina.
Don Chisciotte di Fabio Segatori, con la fotografia di Ugo Lo Pinto, vede tra gli interpreti Alessio Boni nei panni del protagonista, Fiorenzo Mattu,che interpreta Sancho Panza, Angela Molina, Marcello Fonte, Galatea Ranzi e Carlo De Ruggieri.
La vicenda prende inizio nel 1571, con Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, che giace in un ospedale di Messina. La sequenza è stata girata in un vero castello cinquecentesco, riaperto dopo anni proprio per le riprese del film, come altre location.
I paesaggi sono un vero co-protagonista del film. Il Sud Italia è un luogo mitico e reale, una terra aspra e sospesa nel tempo. Girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, il film attraversa calanchi scavati dal vento, castelli medievali a picco sul mare, fiumare, spiagge incontaminate e distese arse dal sole.
Le riprese si sono svolte tra maggio e giugno 2024. Il primo ciak in Basilicata il 6 maggio ha avuto come scenario le località di Pisticci, Montalbano Jonico, Craco, Borgo Taccone e Genzano di Lucania.
Troupe e cast si sono poi spostati in Calabria dove dal 14 maggio hanno iniziato a girare al Castello di Oriolo per poi proseguire la settimana successiva a Rocca Imperiale, Roseto Capo Spulico, Trebisacce e Palazzo Pignatelli, a Piana di Cerchiara (in cui è stato allestito il set della masseria di Don Chisciotte), San Lorenzo Bellizzi.
Parte della scenografia è la ricostruzione di un mulino a vento funzionante alto 12 metri, sul quale Alessio Boni, ripreso con una telecamera, è volato nel cielo a testa in giù. Un vero “corpo a corpo” contro il mago Freston, il nemico della Giustizia e della Libertà.
Il prologo e l'epilogo ha ambientazione siciliana, in particolare a Messina, in una chiesa sconsacrata che nel Seicento fungeva da ospedale civico. Qui fu a lungo ricoverato lo scrittore spagnolo Miguel de Cervantes a causa delle gravi ferite rimediate durante la battaglia di Lepanto.
Il film, ispirato al celebre romanzo di Miguel de Cervantes, è prodotto da Paola Columba per Baby Films e si avvale del contributo del Ministero della Cultura, Calabria Film Commission, Lucana Film Commission e Comune di Messina.
Baby Films, Rai Cinema
Nel 1571 Miguel de Cervantes, ferito nella battaglia di Lepanto, giace in un ospedale di Messina. Tra febbre e allucinazioni, Cervantes vede dei libri dati alle fiamme: sono di Don Alonso Chichano, un uomo ossessionato dai romanzi cavallereschi che decide di farsi cavaliere errante. Nasce così Don Chisciotte della Mancia, che elegge la contadina Dulcinea a dama ideale e trascina con sé Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un castello da governare.