Tra moda e inclusività, dalla Basilicata a Londra e Roma, si sviluppa la storia di A Year in London (Un anno a Londra) di Flaminia Graziadei con Melanie Liburd e Nina Pons (RIP, 2025). Romantica storia di un’amicizia che coraggiosamente riesce a trasformarsi in amore tra due giovani donne legate al mondo della moda, il film viaggia dall’Italia al Regno Unito mostrando i colori e le luci anche interiori di mondi non troppo lontani tra loro.
Olivia (Nina Pons) è una giovane e talentuosa stilista del Sud Italia, discendente di una famiglia che da generazioni ha il mondo della sartoria nel sangue. Nonostante viva una bella relazione nel suo paese natio, Olivia decide di trasferirsi a Londra per studiare alla prestigiosa London Academy of Couture (ricreata alla London Goldsmiths University). Nella metropoli inglese però si sente spaesata e trova conforto nella sua mentore, Nina Clark (Melanie Liburd), una designer affermata, nota per il suo impegno nella moda inclusiva e sostenibile. La passione per la moda e la reciproca intesa sul piano personale, presto trasforma il loro rapporto in un legame emotivo profondo e lascia piano piano emergere una profonda attrazione reciproca. Nina però è determinata a proteggere i confini professionali e mentre Olivia lotta con sentimenti che non può più reprimere, una promessa di matrimonio la mette in crisi. Il loro futuro dipende dalla capacità che avranno di affrontare le proprie insicurezze e trovare il coraggio di dire la verità su ciò che.
“Vedo questa storia come un ponte metaforico che collega nazioni, culture e lingue che possono apparire profondamente diverse, ma anche come un esempio di coraggio e impegno da parte delle protagoniste nella missione di rendere l’industria della moda più sostenibile e inclusiva, indipendentemente da genere, età, taglia o disabilità”, racconta Flaminia Graziadei, anche sceneggiatrice del film con Laura Jane Swain.
A Year in London (Un anno a Londra) è stato girato tra la Basilicata, Londra e Roma con frequenti cambi di ambienti interni molto caratterizzanti e identificati di volta in volta da riprese panoramiche dall’altro delle location.
Chiarisce infatti la regista: “Il vivido contrasto tra la Londra metropolitana e il sud rurale dell’Italia si riflette nello stile delle riprese, nella palette cromatica della fotografia e nella scelta delle location. Molti elementi compongono questo film, ma al suo cuore c’è la storia d’amore tra Olivia e Nina: due donne profondamente diverse per status e background, le cui vite sono tuttavia intrecciate dal destino”.
In Italia il paese d’origine di Olivia è Satriano in Lucania, conosciuto come la "città dei murales" o la "capitale dei murales del Mezzogiorno", in cui la famiglia della ragazza gestisce una satoria dal 1927. In quel luogo, dice Olivia: “L’aria è pulita, puoi sentire l’odore dei fiori e il caffè italiano al mattino. Il cielo è di un azzurro brillante, dal negozio è tutto così silenzioso, rimanevo seduta su quei gradini per ore, sognavo solo di essere qualcun altro”.
A Roma le riprese dall’alto mostrano luoghi particolarmente rappresentativo come Termini, Piazza Navona, la Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo, Piazza di Spagna e la scalinata a Trastevere su cui è raffigurato il murales di Elena Sofia Ricci. Mentre la Basilicata appare anche nella veduta del Castello Caracciolo, a Brienza, in provincia di Potenza.
A Year in London (Un anno a Londra) è prodotto da Flaminia Graziadei, Andrea Maffini, Valentina Quarantini, Marcoluca Cattaneo, da LonRom Film Production, Orange media e Rain Dogs, una copruduzione UK/Italia con il supporto del UK Dipartimento di Cultura, Media and Sport UK e del MIC,
Ministero della Cultura Italiano e della Basilicata Film Commission. Il film è al cinema dal 14 aprile distribuito da Emerafilm.