Porta San Giacomo venne costruita nel 1592 come accesso alla città di Bergamo per chi veniva da Milano, nell’ambito della cinta muraria voluta dalla Repubblica di Venezia a partire dal 1561, quando l’area milanese passò alla corona di Spagna dopo la pace di Cateau-Cambrésis (1559).
La sua mole in marmo bianco delle cave di Zandobbio (Val Cavallina), ideata come una facciata di chiesa, è strutturata su due livelli: in basso le tre aperture sono scandite da otto colonne doriche, mentre in alto due obelischi fiancheggiano un frontone che incornicia il rilievo con il Leone di san Marco, che segna il domino veneziano sulla città.
Fino alla fine del Settecento Porta San Giacomo, così come le altre tre porte d’accesso alla città (intitolate ai santi Lorenzo, Agostino e Alessandro), era dotata di un ponte levatoio che ne chiudeva l’accesso in caso di pericolo. I ponti levatoi vennero abbattuti a fine Settecento per volere del governatore veneziano Alvise Contarini che al loro posto fece costruire i ponti in pietra attuali.
Dalla quota della porta è possibile ammirare un panorama che da un lato affaccia sulle fortificazioni venete e dall’altro sulla Città Bassa e sulla pianura fino agli Appennini.
La sua posizione e il suo colore bianco, che risalta nel grigio delle mura, la rendono ben visibile da viale Vittorio Emanuele, l’asse che attraversa Bergamo Bassa da sud a nord, e costituisce un perfetto fondale per giochi di luci in occasioni di ricorrenze e celebrazioni.
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