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Muccino, 'Le cose non dette'. Da Roma a Tangeri, il luogo di fuga che non cura ma rivela

23-01-2026 Carmen Diotaiuti Tempo di lettura: 9 minuti

450 copie dal 29 gennaio in sala con 01 per il nuovo lavoro di Gabriele Muccino, Le cose non dette, tratto dal romanzo Siracusa di Delia Ephron, che firma la sceneggiatura insieme allo stesso regista. “Il motivo per cui ho voluto realizzare questo film è che i personaggi del libro li conoscevo perfettamente - ha detto Muccino - . Il lavoro dell’autrice corrisponde molto a quello che ho fatto nella mia filmografia: indagare personaggi in cerca di felicità e di relazioni serene, che non riescono però a trovare”.

Le cose non dette è film in cui, in mezzo a tante parole dette ad alta voce, a pesare sono i silenzi, le cose non dette appunto. Omesse per paura, della propria debolezza o del giudizio di chi si ha vicino.

Tra abitudini che si avvitano su se stesse accumulando tensioni e verità nascoste che emergono quando i personaggi smettono di proteggersi, si svolgono le vicende dei protagonisti Carlo (Stefano Accorsi) ed Elisa (Miriam Leone), una coppia affermata e brillante, che vive a Roma tra successi e un amore che, forse, non è più quello di una volta. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna e Paolo (Claudio Santamaria e Carolina Crescentini), e alla loro figlia adolescente, Vittoria. 

Fanno parte del cast tecnico: il direttore della fotografia Fabio Zamarion, l’aiutoregista Claudio Aloia, lo scenografo Massimiliano Sturiale, la costumista Angelica Russo. Il Casting Director è Antonio Rotundi, il produttore esecutivo Andrea Passalacqua e il produttore delegato Carlotta Galleni. Il film è prodotto da Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema in associazione con Asa Nisi Masa.

Le cose non dette: il set in Marocco e a Roma

Le riprese, durate 8 settimane, sono iniziate a Tangeri, in Marocco, a fine maggio 2025, dove la produzione ha girato per circa 30 giorni, e proseguite poi a Roma fino a luglio 2025, coinvolgento una troupe di 75 professionisti. (Consulta la nostra scheda SUL SET)

Le cose non dette vive nella zona d’ombra tra ciò che diciamo e ciò che non riusciamo a dire. Le geografie rispecchiano questo stato interiore: Roma, con la sua concretezza disordinata, e Tangeri, città- orizzonte, luogo di fuga che non cura ma rivela. “Gli spazi non decorano: riflettono la frattura interna dei personaggi”, sottolinea Muccino che racconta di aver deciso dove ambientare il film durante una vacanza in Spagna la famiglia: "Dalla Spagna guardare Tangeri è come vedere Ischia da Napoli: al tempo stesso vicina ma lontana", ha detto. “Così un giorno siamo andati con mia moglie e i nostri figli in traghetto fino a lì e abbiamo comprato due tappeti; ne sono rimasto affascinato e tornando ho pensato “che posto bello per girarci un film”. Da quel momento, il film si è ambientato nella mia testa a Tangeri. La città è magnetica: con un piccolo percorso in traghetto, molto semplice, ti ritrovi in un luogo completamente diverso. Quando arrivi, non sei più in Occidente: l’Occidente sembra così distante e si percepisce un altro ritmo, un altro comportamento sociale. È il posto giusto dove i personaggi possono perdere le loro maschere. Ogni cosa fa sentire lontano da casa, e quando si è lontani, si riesce a esplorare se stessi e le proprie emozioni più profonde, perché ci si sente quasi più sicuri, anche se, ovviamente, non lo si è davvero”. 

Miriam Leone: le relazioni umane, tutte fragili e imperfette

Miriam Leone - Le cose non dette

Elisa è un personaggio complesso che vive molto di implosione: non vuole fare domande che possano rivelare verità dolorose, ma non è un’ingenua. “Costruire il personaggio è stato complicato - ha detto Miriam Leone - Togliere è sempre più difficile che aggiungere, quindi abbiamo lavorato molto per sottrazione. Ci siamo fatti tante domande su come avere uno sguardo intelligente sulle cose e, allo stesso tempo, non vedere fino in fondo ciò che sta accadendo davvero. Succede spesso nella vita: ci sentiamo consapevoli, pensiamo di avere tutto sotto controllo, e invece l’inconscio ci nasconde delle verità”.

Davanti alla frustrazione di non riuscire a diventare madre, la coppia entra in crisi, ma nel film i personaggi femminili non subiscono, cercano piuttosto di cambiare le cose. Elisa non accetta che le cose smettano semplicemente di funzionare e organizza un viaggio a Tangeri per guardare la realtà da un altro punto di vista. “È un film che parla di amore e di amicizia, e di quanto siano fragili e imperfette le relazioni umane. Ed è per questo che riguarda un po’ tutti noi”, aggiunge Leone.

Accorsi: con Muccino passi dal giudicare qualcuno a capire te stesso

Stefano Accorsi - Le cose non dette

Stefano Accorsi è uno scrittore in crisi che confonde la sensibilità con la vigliaccheria. Incarna l’uomo che vuole tutto - matrimonio, desiderio, possibilità di una nuova paternità - ma non sceglie niente. Il suo equilibrio precario alimenta il doppio triangolo affettivo che regge la storia, fino al
punto di non ritorno. L'attore sottolinea nella pellicola il valore universale del non detto, del nascosto che sottende le vite di tutti. “Ci sono cose che non diciamo perché nemmeno ce ne rendiamo conto, ma nelle vite di tutti c’è sempre uno sliding door, un momento spartiacque che divide l’esistenza in due”, rimarca. “Quanto può essere innocente un bacio, una carezza, un silenzio, un piccolo gioco di complicità; e invece quante conseguenze può portarsi dietro”.

Quello che mi piace nei film di Muccino, aggiunge, è che attraverso una struttura articolata si parla sempre di noi tutti, dei sentimenti umani, delle cose della vita di tutti i giorni. "E' facile giudicare un personaggio, ma è più difficile guardare noi stessi. Nei film di Gabriele gli assi si spostano: tu passi dal giudicare qualcuno al capire te stesso”.

Sinossi e trailer del nuovo film di Muccino

Carlo ed Elisa, coppia affermata e brillante, vivono a Roma tra successi, abitudini e un amore che, forse, non è più quello di una volta. Lui è un professore universitario e scrittore in crisi creativa, lei una giornalista brillante e stimata anche all’estero. In cerca di nuovi stimoli, partono per il Marocco insieme ai loro amici di sempre, Anna e Paolo, e alla loro figlia adolescente, Vittoria.

Tra dinamiche irrisolte, segreti e sguardi che confondono i confini e mettono in discussione certezze acquisite, il gruppo si trova a fare i conti con ciò che nessuno avrebbe mai voluto affrontare. E poi arriva Blu, giovane studentessa di filosofia di Carlo, misteriosa presenza che accende interrogativi e tensioni. In un paesaggio lontano, caldo e immobile, i rapporti si tendono, si rivelano, si trasformano. Perché a volte basta una crepa minuscola per far crollare tutto ciò che sembrava stabile. E perché forse non conosciamo mai davvero chi ci sta accanto.

Mahmood per il nuovo film di Muccino

Le cose non dette è anche il titolo della canzone originale firmata da Mahmood (prodotta e diretta da Paolo Buonvino) per il nuovo, omonimo, film di Gabriele Muccino, nelle sale dal 29 gennaio. Il brano, un singolo inedito del cantautore in uscita il 16 gennaio per Island/Universal Music, accompagna le immagini del trailer ufficiale, offrendo un assaggio dell'atmosfera emotiva che pervade l'opera. É la prima volta che Mahmood si cimenta in una colonna sonora portando la sua identità musicale sul grande schermo.

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