È la prima racing series italiana, Motorvalley è l’action automobilistico in 6 episodi con protagonisti Luca Argentero e Giulia Michelini, prodotto da Matteo Rovere per Groenlandia (società del gruppo Banijay) e disponibile dal 10 febbraio solo su Netflix. Girata in Italia, la serie parte dall’Emilia Romagna per poi condurre in un viaggio attraverso i più importanti autodromi della penisola seguendo una delle gare automobilistiche più appassionanti: Il Campionato Italiano Gran Turismo (GT).
In Motorvalley Giulia Michelini è Elena, rampolla della famiglia Dionisi, proprietaria di una famosa scuderia, che a causa di un suo errore si trova a dover riconquistare un ruolo nell’impresa di famiglia, ora nelle mani del fratello. Per tornare in pista sceglie di assoldare Arturo (Luca Argentero), ex pilota leggendario ritiratosi dopo un tragico incidente, come allenatore di una giovane promessa. Lei è Blu (Caterina Forza), ragazza dalle straordinarie abilità alla guida ma del tutto inaffidabile e con un passato pesante da gestire alle spalle. Elena, Arturo e Blu hanno perso quasi tutto, ma la passione per le auto e per quell’adrenalina che solo le corse sanno dare restano la loro ragione di vita.
In Motorvalley i luoghi, in modo particolare le piste da corsa automobilistiche, diventano quasi protagoniste della storia. Monza, Imola, Mugello, Vallelunga scandiscono il ritmo e la geografia di un racconto che si muove veloce. “Io credo fortemente negli aspetti analogici dell'action – spiega Matteo Rovere alla presentazione della serie al kartodromo di Parco De Medici a Roma - Mi piace John Frankenheimer, ho amato Ronin, e mi piace l'idea che l'action sia un elemento graffiato e realistico del racconto. Mi piace sentire il motore che pulsa, la benzina che scorre, le gomme che stridono ed essere lì presente anche con l'aiuto delle tecnologie più moderne. In questo senso la Romagna, in particolare Imola, ci hanno aiutato tanto. Inoltre, seguire questa linea direttrice che attraversa l'Italia, da Monza a Imola, Mugello, Vallelunga, racconta un po' come tutto il nostro Paese sia percorso da questo racconto e dalle sue storie. Girare dal vero in quei luoghi è stato sicuramente prezioso, sia per l'azione che per la bellezza che abbiamo potuto raccontare”.
Per Rovere, coadiuvato alla regia anche da Pippo Mezzapesa e Lyda Patitucci, girare in Romagna ha conferito alla serie una sorta di aura magica. “Trovo che quella terra, da cui in parte provengo, abbia delle caratteristiche uniche, tra epicità e fantasia pur restando realistiche. È una terra in cui c’è sempre la sensazione di un limite da dover superare e dove le giornate sono caratterizzate anche dal pericolo e dall'idea che le passioni possono diventare ragione di vita. In questo senso l'Emilia Romagna, il nord delle Marche, la Motor Valley in generale credo siano terre paragonabili ad una specie di Hogwarts, o meglio ad una sorta di Terra di Mezzo per chi scrive”.
Per Matteo Rovere Motorvalley rappresenta un ritorno in quell'universo di velocità e motori già esplorato nel 2016 con il film Veloce come il vento, ma questa volta in formato seriale e con una storia completamente nuova. Grazie al contributo dell’Emilia Romagna Film Commission è stato per lui possibile realizzare una serie che “che non ripete narrazioni sempre uguali e conformi alla tradizione” spesso comune in Italia.
Motorvalley è creata da Francesca Manieri, Gianluca Bernardini e Matteo Rovere e scritta da Francesca Manieri, Matteo Rovere, Gianluca Bernardini, Michela Straniero e Erika Z. Galli, e vede nel cast anche Giovanna Mezzogiorno nei panni di Arianna, Davide Donin (Ahmed), Ivano Chinali (Paolo Ferri), Giuseppe Spata (Giulio Dionisi), Giancarlo Previati (Ettore), Diego Ribon (Vittorio Benini), Stefano Abbati (Bruno Dionisi), Leonardo Bianconi (Sergio Casadio), Simonetta Solder (Giada Dionisi), Andrea Montovoli (Filippo), oltre ai piloti professionisti Simone Tonoli e Alberto Naska.