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'Il dio dell'amore', l'elegia della Roma contemporanea apre il Bif&st 2026

23-02-2026 Vania Amitrano Tempo di lettura: 5 minuti

È un'elegia moderna sull'amore il film diretto da Francesco Lagi (Il pataffio, 2022) e guidato da Francesco Colella nei panni dello spirito di Ovidio tra le strade della Roma contemporanea. Il dio dell'amore, al cinema dal 26 marzo con Vision Distribution, aprirà in anteprima la XVII edizione del Bif&st - Bari International Film&Tv Festival il 21 marzo al Teatro Petruzzelli, all’interno della sezione “Rosso di Sera”, alla presenza del regista Francesco Lagi e degli interpreti, tra cui Vanessa Scalera, Vinicio Marchioni, Isabella Ragonese e lo stesso Colella.

Il dio dell'amore

Ovidio torna tra le rovine dell'antica Roma per guidarci in un viaggio attraverso il caos, gli intrecci e le meraviglie delle moderne relazioni sentimentali. Il suo racconto segue le storie di Filippo (Vinicio Marchinoni) e Ada, (Isabella Ragonese), che stanno per avere un figlio, Silvia (Chiara Ferrara), rimasta sola dopo la chiusura di una relazione clandestina, Ester (Vanessa Scalera) e Arianna (Anna Bellato), la cui storia sta per finire dopo anni, e Jacopo (Enrico Borello), ossessionato da Linda (Benedetta Cimatti) che ha trovato un nuovo amore in Pietro (Corrado Fortuna). I loro destini si intersecano e restituiscono il quadro di un modo di amare complesso, articolato, a volte amaro a volte ironico, sempre nelle mani di un dio capriccioso e volubile, ma capace di generare emozioni travolgenti e profonde.

Roma eterna anche nell'amore

Ne Il dio dell’amore, come racconta il regista Francesco Lagi, "Roma ha un'importanza fondamentale”. “Il film inizia con la frase: 'Sorge di nuovo il sole sull'eternità di questa città', che rende l'idea di una Roma in cui il tempo è stratificato e racchiude tutti i tempi della storia del mondo, tutti i tempi delle persone del mondo. Qui il tempo può fermarsi, dilatarsi o accelerare all'improvviso e nel film tutti i personaggi brulicano, si muovono, si intrecciano dentro questa infinita città che è Roma”, spiega il regista.

Scopri le location de Il dio dell'amore

Il dio dell'amore, scritto da Lagi con Enrico Audenino, è interamente ambientato in una Roma dal fascino un po' retrò. I Fori imperiali, Fontana di Trevi, la Piramide Cestia, il Teatro dell'Opera, i viocoli del centro, di Testaccio e San Giovanni,  con i quartieri un po' più ordinari di Ostiense e del Villaggio olimpico, accolgono le storie che si icrociano nel film componendo un quadro ampio di colori, luoghi e atmosfere adatte ad accogliere i sentimenti che si sviluppano nel racconto. 

"Abbiamo cercato di raccontare questa città in modo più vario ed esteso possibile, cioè ogni personaggio è legato a un quartiere, a dei posti”, dice Lagi. “Abbiamo cercato di raccontare la Roma più nota, ma allo stesso tempo c’è anche una Roma più magica, quella di Fontana di Trevi di notte, romantica e anche più comune, ordinaria. San Giovanni, Via Merulana, Testaccio non sono posti comune, però sono luoghi attraverso cui i romani passano di continuo, anche solo per andare a mangiare la sera, bere un bicchiere o incontrare un amico”.

Lagi studia per Il dio dell'amore un approccio ricercato tanto al livello cinematografico, con inquadrature dall'alto che si alternano a primi piani ravvicinati a volte restituiti in pellicola, quanto al livello poetico e narrativo dove la città non resta un semplice sfondo, ma regola la temperatura stessa dei sentimenti narrati. 

Anche le location de Il dio dell'amore sono state scelte in base alle caratteristiche del personaggio e del momento del racconto. "C'è una Roma varia e l'abbiamo scelta in base al sapore del personaggio, alla temperatura della scena e a quello che volevamo raccontare, sostanzialmente", conclude il regista.

Il Dio dell’amore è una produzione Cattleya - parte di ITV Studios – BartlebyFilm e Vision Distribution in collaborazione con SKY e con il Ministero della Cultura Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – opera realizzata e distribuita con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Il Bif&st 2026 è il Festival della Regione Puglia presieduta da Antonio Decaro, prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission con presidente Anna Maria Tosto e direttore Antonio Parente, in collaborazione con il Ministero della Cultura, il Comune di Bari, l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro” e numerosi altri partner pubblici e privati.

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